Il meglio di IFN
OP Agricor chiude una stagione positiva con il mandarino tardivo Tang Gold
Natalino Gallo: «La sinergia tra microclima e tecniche agronomiche esalta questo agrume»

OP Agricor conclude con successo un’altra stagione agrumicola, confermando l'impegno nella produzione sostenibile e nella valorizzazione di agrumi di alta qualità. A fare il punto è Natalino Gallo, Presidente dell’OP calabrese, che sottolinea a IFN i risultati ottenuti con il mandarino tardivo Tang Gold.
“La stagione è iniziata il 1° febbraio e si è conclusa la scorsa settimana con gli ultimi stacchi. Ancora una volta, Tang Gold si è confermato un agrume spettacolare: rappresenta un vero e proprio fiore all'occhiello del nostro paniere, grazie alla sua naturale dolcezza, alla buccia sottile e all’alto livello qualitativo”, afferma Gallo. “La nostra azienda adotta pratiche agricole orientate alla sostenibilità e alla qualità organolettica, con il microclima che gioca un ruolo fondamentale”.

Tang Gold è diventato un punto di riferimento per consumatori e mercati grazie alla sua praticità, oltre al sapore dolce e aromatico. OP Agricor ha implementato un disciplinare rigoroso, che esclude l’uso di diserbanti e ormonature, garantendo una produzione sana e rispettosa dell’ambiente. Il mandarino viene coltivato nel rispetto di diversi protocolli, tra cui la lotta integrata, il biologico e il Residuo Zero, per rispondere alle esigenze dei partner della Grande distribuzione organizzata. Inoltre, il Tang Gold viene proposto anche con il marchio premium "Eccelsa", che ne suggella ulteriormente la qualità superiore.

Sul fronte delle altre varietà, Gallo si dice soddisfatto dei risultati ottenuti con le clementine e i mandarini precoci e tardivi, veri motori delle stagioni commerciali. Tuttavia, evidenzia la necessità di individuare una varietà che possa colmare il vuoto produttivo nel cuore della campagna agrumicola.
Le sfide non mancano, soprattutto a causa dei cambiamenti climatici che alterano i calendari di raccolta e provocano ingenti perdite nei campi. A questi fattori si aggiungono le fitopatologie, che rappresentano un ulteriore ostacolo per i produttori.

“Le aziende dispongono di strumenti sempre più limitati per fronteggiare questi problemi”, conclude Gallo, ribadendo l’importanza di investire in innovazione e sostenibilità per garantire un futuro solido al settore agrumicolo.
