Il fruttivendolo perde appeal nella vendita di frutta esotica

Accelerano supermercato e discount. Buona predisposizione dei più giovani verso la categoria

Il fruttivendolo perde appeal nella vendita di frutta esotica

La frutta esotica è una delle categorie più dinamiche del reparto ortofrutta e continua a registrare vendite in crescita costante, senza conoscere crisi. Da anni, nella Gdo, il trend dei consumi segue un andamento positivo, con alcune annate che segnano addirittura incrementi a doppia cifra.
All'interno di questa categoria, molto variegata a livello di specie, si distinguono due sottoinsiemi di frutti: il “super esotico”, ovvero i frutti più legati alle festività, in particolare al periodo natalizio, che vengono acquistati quasi esclusivamente in occasione di ricorrenze; poi ci sono i frutti che, nel tempo, si sono guadagnati un posto fisso sugli scaffali dei supermercati durante tutto l’anno. Tra questi ultimi, spiccano per diffusione e volume di vendite: ananas, avocado, mango, papaya e noce di cocco.
Ed è proprio su questo gruppo di prodotti che oggi si concentra l’approfondimento del Monitor Ortofrutta di Agroter, realizzato in collaborazione con il consumer panel di YouGov, con l’obiettivo di analizzare l’evoluzione del profilo dell’acquirente di frutta esotica nei diversi canali di vendita nazionali.

Quota di famiglie acquirenti e frequenza di acquisto costanti per la frutta esotica
A livello complessivo, la quota di famiglie che acquistano frutta esotica – considerando i frutti precedentemente citati – è rimasta stabile rispetto al 2022, mentre si registra una lieve crescita per la frutta in generale (+0,9 punti percentuali).
La frequenza di acquisto della frutta esotica, invece, mostra un leggero incremento (+1%), seppur molto più contenuto rispetto alla crescita della frutta nel suo complesso (+10%). Tuttavia, il potenziale di sviluppo per questa categoria appare enorme, e potrebbe concretizzarsi rapidamente se le caratteristiche specifiche delle diverse specie fossero più conosciute dai consumatori.

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Atto di acquisto: meno esotico, ma più caro 
Analizzando la spesa e le quantità medie per singolo acquisto, emerge come le famiglie italiane tendano a dosare con attenzione le quantità acquistate, in particolare nella frutta esotica. Infatti, mentre per la frutta in generale si registra un calo del 15%, per la frutta esotica la diminuzione è ancora più marcata (-23%). Tuttavia, i consumatori sembrano orientarsi verso frutti esotici di qualità superiore, spendendo di più per prodotti selezionati.
Un esempio emblematico è l’avocado, che negli ultimi anni ha conquistato un ruolo di primo piano nella categoria della frutta esotica, diventando il più venduto. Fino a qualche anno fa, la varietà Hass era poco diffusa sugli scaffali, mentre predominava la classica tipologia verde. Da qualche tempo, invece, è in corso una chiara sostituzione tra le due tipologie: i consumatori mostrano una netta preferenza per l’Hass, apprezzandone le superiori qualità organolettiche, nonostante il prezzo più elevato e un aspetto estetico particolare, dato da un colore molto scuro quando maturo.

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Indicatori di acquisto per canale: debacle del fruttivendolo per l’esotico, schizzano supermercato e, soprattutto, discount
Diamo ora uno sguardo alla distribuzione delle vendite tra i vari canali, confrontando le quote a volume della frutta esotica con quelle della frutta in generale.
Oltre la metà della frutta esotica viene acquistata nei supermercati, che detengono una quota del 53,5%, superiore di 3,7 punti percentuali rispetto alla frutta. Tuttavia, rispetto al 2022, la crescita della frutta esotica in questo canale (+1,3 punti) risulta inferiore rispetto a quella della frutta in generale (+3 punti).
Ben diversa è la situazione nei discount, dove la quota della frutta esotica è aumentata di 5,5 punti, quasi il doppio rispetto alla crescita della frutta nel suo complesso (+2,3 punti). Questo ha portato i discount a conquistare una fetta significativa del mercato dell’esotico, con una quota che si avvicina a un quarto dei volumi totali (23,2%).

Se supermercati e, soprattutto, discount registrano un aumento della quota di mercato, è evidente che altri canali subiscano una flessione. Il calo più marcato riguarda i fruttivendoli, dove la quota della frutta esotica è ormai nettamente inferiore rispetto alla frutta tradizionale (5,4% contro 8,4%). Inoltre, la contrazione della quota di mercato dell’esotico in questo canale è particolarmente significativa (-5,2 punti), risultando più intensa rispetto a quella della frutta nel suo complesso (-3 punti).
Le abitudini di acquisto sembrano cambiare: fino a qualche anno fa, il fruttivendolo era il punto di riferimento per i prodotti particolari, in primis la frutta esotica. Oggi, invece, supermercati e discount stanno progressivamente ampliando e migliorando la loro offerta, proponendo anche prezzi più competitivi. Questo sta contribuendo ad avvicinare sempre più clienti, anche nelle categorie tradizionalmente più di nicchia, come la frutta esotica.

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Lungo lo Stivale: la frutta esotica si sposta al Nord
Osservando la distribuzione geografica delle vendite, si nota un progressivo spostamento delle quote a volume di frutta esotica dal Centro-Sud verso il Nord.
In particolare, il Nord Ovest, che già nel 2022 deteneva la quota più alta (34,7%), continua a crescere, guadagnando 1,6 punti e raggiungendo il 36,3% nel 2024. Tuttavia, l’incremento più significativo si registra nel Nord Est: partendo da una quota più bassa (19,1% nel 2022), in due anni cresce di 4,4 punti, arrivando al 23,4%.

Nel confronto con la frutta in generale, nel 2024 la frutta esotica registra quote più alte al Nord e più basse al Centro-Sud, segnalando un ampio potenziale di crescita nel Mezzogiorno, anche se i trend negativi delle quote a volume in questo areale evidenzia difficoltà nel farlo.

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Fasce d’età: la frutta esotica in evidenza sotto i 54 anni
Chiudiamo con un’analisi sulle fasce di età, confrontando i quantitativi medi di frutta acquistati annualmente. Per farlo, utilizziamo un indice di riferimento, ponendo il valore medio del campione totale pari a 100, e confrontiamo i dati con quelli di cinque classi di età.
Il divario tra frutta esotica e frutta in generale è particolarmente marcato tra i più giovani, mentre tende a ridursi con l’aumentare dell’età. Ad esempio, nella fascia sotto i 34 anni, il quantitativo di frutta esotica acquistata è leggermente inferiore alla media del campione (92 rispetto a 100). Tuttavia, per la frutta in generale, il distacco è molto più ampio, con un valore di ben 44 punti inferiore alla media e di 36 rispetto all’esotico. Questo gap si attenua progressivamente con l’età, fino a invertirsi a partire dai 55 anni.

Tali dati confermano una tendenza ben nota: i giovani consumano meno frutta in generale, ma all’interno delle loro scelte d’acquisto la frutta esotica assume un ruolo più rilevante rispetto alle generazioni più mature.