eventi
SPECIALE FRUTTA & VERDURA 
1 Dicembre 2021
FUTURPERA
2-4 Dicembre 2021
Ferrara 
MACFRUT 2022
4-6 Maggio 2022
Rimini
FIERAGRICOLA 
Verona
26-29 Gennaio 2022
INTERPOMA
Bolzano
17-19 Novembre 2022

leggi tutto

martedì 6 luglio 2021


IF23, induttore di resistenza contro la morìa del kiwi

La morìa del kiwi è una delle fisiopatie che più preoccupano l'ortofrutta italiana. Vuoi perché colpisce una coltura ad alto reddito, vuoi perché una causa scatenante certa non è stata ancora individuata. Però ci sono fattori comuni ai casi di morìa e sintomi noti, i più evidenti dei quali riguardano l’apparato radicale. Questo ha permesso di elaborare strategie di prevenzione che si sono concentrate proprio sulla radice, come ha fatto Xeda International, società specializzata nella produzione e commercializzazione di prodotti naturali di alta qualità per la difesa e la nutrizione delle piante.

Xeda, nel contrasto alla morìa del kiwi, ha pensato a una strategia che si basa su un inculo fungino e propone quindi l'impiego di IF23, un concime specifico per applicazioni radicali.



"IF23 è una biomassa di miceli contenente Fusarium ipovirulento ceppo IF23, di proprietà Xeda International - illustra a Italiafruit News Marco Galli, product manager Xeda Italia - A differenza di tutti gli altri microrganismi ha un meccanismo d’azione endofita che lo rende unico: penetra la radice della pianta inducendo la resistenza nell’apparato radicale attraverso l’ispessimento delle pareti cellulari".


Il sistema radicale, a seguito dell’inoculo fungino, risulta rafforzato e permette alla pianta di superare i periodi di maggiore stress che, nel caso dell’actinidieto, per questa fitopatia si colloca proprio durante l'estate, quando le temperature si alzano e si fa ricorso in maniera importante all'irrigazione.



"La moria del kiwi è data da un insieme di fattori, quali stanchezza del terreno, inadeguata irrigazione che causa ristagni d'acqua, la nostra strategia è quella di applicare IF23 assieme a biostimolanti radicali già a partire dall’allegagione, ovvero quando all’apparato radicale è richiesta elevata efficienza. Infatti i protocolli Xeda Italia prevedono di applicare IF23 a partire dall’allagegione al dosaggio di 5kg/ha da ripetere ogni 15 giorni per due-tre volte. Il vantaggio di IF23 è quello di apportare assieme al Fusarium, azoto e fosforo e quindi di stimolare e nutrire allo stesso tempo. La strategia sta dando buonissimi risultati da due anni a questa parte nell’areale di Latina, uno dei principali poli produttivi italiani di kiwi - conclude Marco Galli - e stiamo estendendo i field trials negli altri principali areali del Paese in modo da avere maggiori dati e feedback".



Copyright 2021 Italiafruit News


Leggi altri articoli di:

Leggi altri articoli su:

Altri articoli che potrebbero interessarti: