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giovedì 23 giugno 2022


I berries dal sapore romagnolo

I berries non sono più considerati dei frutti di nicchia o delle guarnizioni per l’alta pasticceria, ma ormai si prendono la loro scena nel vasto palcoscenico dell’ortofrutta italiana. Basti analizzare il mercato: il loro giro d’affari lo scorso anno ha superato il mezzo miliardo di euro, una crescita sostenuta anche dall’interesse della Gdo verso queste referenze. Prodotti che iniziano ad essere apprezzati anche per la loro territorialità. 
Dare un’identità territoriale ai berries è l’intento della Molari Berries & Breeding, la società di Cesena specializzata nel vivaismo che dagli anni ’90 grazie all’intraprendenza e alla lungimiranza di Gilberto Molari – l’azienda ha intrapreso un nuovo corso che l’ha portata a diventare uno dei player più interessanti nel settore dei berries



I lamponi, caratterizzati da elevata produttività e soprattutto qualità e shelf-life, rappresentano oggi il fiore all’occhiello dell’azienda, oltre a mirtilli, more, ribes, uva spina, kiwiberry e mirtillo siberiano.
Per i fratelli Matteo e Luca Molari il progetto “I Frutti di Gil” nasce come naturale conseguenza dell’evoluzione dell’azienda romagnola che intende puntare su tre capi saldi: freschezza, sostenibilità e tracciabilità. 
“Il progetto nasce con la voglia di omaggiare la visione e la filosofia di mio padre Gilberto e di mettere in gioco tutta l’esperienza vivaistica e le migliori varietà offerte da Molari Società Agricola e da G-Berries per portare sulle tavole dei romagnoli dei berries km 0”, racconta a IFN Matteo Molari.



I Berries Molari, specifica l’imprenditore, sono caratterizzati da elevata produttività e soprattutto qualità e shelf-life e sono contraddistinti da tre importanti brevetti internazionali: Enrosadira, Castion e Aurora.
Per il progetto I Frutti di Gil l’azienda ha optato fin dal 2021 su una scelta varietale di qualità, che permette di portare sulle tavole dei consumatori solo alcune varietà specifiche selezionate per ciascuna specie offerta (lamponi, more e mirtilli). “Non badiamo solo alla produttività - chiarisce Molari - che è un aspetto imprescindibile, ma per un progetto local-to-local per noi il gusto e la texture del frutto sono due elementi cardine”.



L’obiettivo, chiarisce Molari, “è quello di consolidare una filiera dei berries romagnoli anche attraverso la formazione e la condivisione del know-how con altri produttori e alzare così l’asticella della qualità del prodotto che viene raccolto esclusivamente a mano e tutela la shelf-life arrivando il prima possibile al consumatore. Il rispetto dell’ambiente è imprescindibile attraverso l’utilizzo di pack ecosostenibile: infatti, il cartone che contiene i piccoli frutti è realizzato in cartone con amido di mais del peso di 125 g”.
I frutti di Gil stanno facendo il loro ingresso nella Gdo regionale lavorando per avvicinarsi al grande pubblico senza compromettere la qualità e garantendo la presenza dei piccoli frutti nel reparto ortofrutta.
Molari specifica che un altro punto su cui lavorare è l’estensione del calendario. “Puntiamo ad avere le more da luglio sino ad ottobre e i lamponi da maggio a novembre – dice - questo permetterebbe ai berries di affermarsi con maggiore rilevanza e non far distogliere lo sguardo ai consumatori da questi frutti”.

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