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lunedì 3 maggio 2021


Pere, comparto sotto maledizione

Non c'è due senza tre. Nel 2019 la cimice asiatica, nel 2020 la maculatura bruna/alternaria, nel 2021... il gelo tardivo. Sembra quasi sotto una maledizione il comparto italiano delle pere, che si prepara a vivere un’altra stagione di produzione ridotta dopo la diffusa gelata verificatasi tra il 7 ed 8 aprile scorsi, quando le temperature minime sono scese fino a 4-7 gradi sottozero in Emilia-Romagna.

Le perdite si stanno valutando ma il quadro che emerge appare già deficitario per i pericoltori. "Già si partiva da una fioritura non ottimale per alcune varietà. A ciò si è sommata la gelata, che ha causato danni notevoli in tutte le zone pericole della Regione", spiega a Italiafruit News Albano Bergami, noto frutticoltore del Ferrarese. Areale tipico del pero in cui il termometro ha raggiunto i meno 5-7 gradi centigradi nella notte a cavallo tra il 7 e l’8 aprile. 


Uno degli impianti di Bergami maggiormente danneggiati 

“La fase fenologica del pero era talmente avanzata da non lasciare scampo. Nel Ferrarese, i maggiori danni li vediamo sull’Abate, ma sono state colpite anche la William, le varietà precoci come Santa Maria e Carmen, la Kaiser e la Conference”.

Hanno avuto la peggio i pereti non dotati di sistemi antibrina sovrachioma, mentre i produttori che hanno azionato l’irrigazione di difesa si sono salvati. “Sicuramente in Emilia-Romagna le quantità di pere saranno scarse. Poi oggi è difficile dire quanto saranno scarse, dal momento che la cascola deve ancora avvenire”, evidenzia Bergami.



La situazione, in pratica, sarà valutata di settimana in settimana con le prime stime produttive che potranno essere fatte solo dopo metà giugno, in seguito alle ultime cascole. “La grande incognita riguarda proprio l’entità della cascola. Bisognerà comprendere, poi, le possibili ripercussioni qualitative sui frutti, che si scopriranno solo in fase di maturazione.

La gelata d’inizio aprile ha colpito anche il melo, ma in maniera meno pesante rispetto al pero. “Nel Ferrarese, la varietà più penalizzata è la Pink Lady. Si riscontrano danni anche su Fuji e in parte su Gala. Ma per la produzione dell’annata sono ottimista, poiché non è stata compromessa - conclude Bergami - Avremo difficoltà nei diradamenti e potrebbero sorgere problemi qualitativi, ma le quantità, alle fine, dovrebbero esserci”.

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