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martedì 15 dicembre 2020


Germania in lockdown: timori e chance

La Germania chiude tutto e l'ortofrutta italiana si interroga: opportunità o pericolo? Il lockdown rigido nelle tre settimane abbondanti attorno alle festività natalizie e di inizio anno (da domani fino al 10 gennaio oltre a bar e ristoranti si fermano le scuole e abbassano le saracinesche quasi tutti i negozi) viene accolto con cauta fiducia dalle aziende italiane che lavorano con i retailer tedeschi e preoccupa, di contro, i fornitori dell'Horeca: in un Paese dove il pasto fuori casa è abitudine ancora più consolidata che in Italia, il blocco totale della ristorazione per un così lungo periodo può avere strascichi importanti. 

"Difficile fare previsioni su quanto accadrà - dice il direttore commerciale di Apofruit, Mirco Zanelli - dubito ci saranno accaparramenti e comportamenti compulsivi, anche se questa misura qualche effetto sull'opinione pubblica e sugli acquisti nei supermercati potrebbe averla. Ormai è quasi  un anno che lavoriamo in emergenza, tra alti e bassi: siamo pronti a reagire alle sollecitazioni del mercato...".



Sulla stessa lunghezza d'onda Paolo Marconi, responsabile di Alegra per il mercato tedesco, che ieri mattina si è relazionato con i buyer d'Oltralpe: "Non ci aspettiamo una corsa alle scorte, la gente sa che non ci sono problemi di disponibilità di materie prime e le autorità stanno rassicurando in tal senso. Prevedibile un lieve aumento delle vendite nella Gdo, quello sì. Per capire se ci saranno flussi anomali di vendite, aspettiamo comunque i prossimi giorni".

Chi potrebbe approfittare della situazione ha problemi con la materia prima: Coop Sole esporta il 100% della produzione orticola di questo periodo all'estero con la Germania che "vale" il 70% del business totale di lattughe, cavoli rapa, sedani e rucole: "Purtroppo è un momento difficile, l'offerta è abbondante, le vendite lente e i prezzi bassi; discorso opposto per i piccoli frutti, per i quali siamo soddisfatti sia a livello di volumi che di quotazioni. Non so se il lockdown tedesco può essere un'occasione per il Made in Italy: speriamo contribuisca a migliorare la situazione nell'ambito di una campagna 2020 che fino a questo momento, per Coop Sole, non può comunque essere considerata negativa". 



E mentre i produttori nazionali di biologico confidano in una crescita delle vendite di prodotti salutistici, i referenti dell'Horeca hanno motivo di lamentarsi: "Questo lockdown natalizio per chi lavora con i ristoranti  tedeschi è una mazzata", afferma dal Centro agroalimentare di Verona Marco Marraprese, grossista che seleziona frutta e verdura Made in Italy Top Quality preparando carichi misti per commercianti e operatori dell'Horeca di Centro e Nord Europa. "Viene tagliata fuori una fetta importante di clientela e se consideriamo che anche in Norvegia e Danimarca hanno chiuso i ristoranti fino a gennaio, mentre in Svezia c'è stato un calo notevole di lavoro, si capisce bene la dimensione del problema. A ciò - conclude Marrapese - va aggiunto il tema della qualità: molti ortaggi di stagione sono scadenti e non invogliano all'acquisto. Che dire? Guardiamo avanti. Arriveranno tempi migliori".

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