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lunedì 19 febbraio 2018


Agrinsieme Ferrara a confronto con Maurizio Martina

“Più agricoltura, più futuro” è il tema dell’incontro che si è svolto alla Coop Bellini di Filo di Argenta (Ferrara) tra il coordinamento di Agrinsieme Ferrara - che unisce Confagricoltura, Cia, Copagri e le cooperative agricole Fedagri-Confcooperative, Lega coop Agroalimentare e Agci-Agrital - e il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina. Un confronto aperto, al quale ha partecipato anche la senatrice Maria Teresa Bertuzzi, per parlare della necessità stringente di considerare l’agricoltura una vera e propria priorità, perché è capace di trainare l’economia e portare il nostro Paese verso la vera innovazione e un futuro più sostenibile.

Il coordinatore di Agrinsieme, Stefano Calderoni, ha illustrato al ministro alcuni dei temi e delle problematiche più importanti del sistema agricolo, partendo da un elemento chiave: la necessità di una migliore distribuzione del valore lungo le filiere. “Il nostro coordinamento chiede un grande patto per l’agroalimentare italiano che coinvolga tutti gli attori, Gdo cooperativa e produttori in primis, per creare piattaforme di commercializzazione più forti, che riescano a promuovere e vendere le nostre produzioni sui mercati esteri. Un sistema che ha senso solo se il valore dei prodotti ha la giusta remunerazione e viene valorizzato il lavoro e la professionalità degli agricoltori italiani”.

Tra gli argomenti caldi anche le problematiche legate all’Imu e il contrasto tra i diversi enti sull’esenzione al pagamento. “Agrinsieme chiede da tempo un’interpretazione normativa chiara della legge, per evitare danni economici alle aziende agricole. Il problema è il contrasto tra ministero delle Finanze e Agenzia delle entrate, che hanno chiaramente indicato le categorie esenti dal pagamento della tassa, e l’Anci che ha messo in discussione queste categorie, dando direttive ai Comuni di far pagare l’Imu ad alcuni soggetti che lavorano attivamente nel settore, come i coadiuvanti agricoli”.

Altro argomento all’ordine del giorno i consorzi di bonifica e la necessità di continuare a sostenere e finanziare la loro attività di tutela idrogeologica del territorio. “Negli ultimi anni – spiega il coordinamento - le risorse sono state ridotte e questo può provocare danni ingenti, perché le opere idrauliche arriveranno a esaurirsi senza essere rimpiazzate, i consorziati non riusciranno ad accollarsi l’onere del loro rinnovo e non si potrà garantire la protezione dal rischio idraulico. Aree sensibili come quelle del ferrarese, dove non ci saranno investimenti produttivi e civili, ma solo lo spopolamento di vaste zone del territorio”.

Non è mancato, nel corso dell’incontro, un confronto su innovazione e ricerca, due ambiti fondamentali per lo sviluppo dell’agricoltura italiana. “Siamo un Paese avanzato, che non può rimanere indietro su meccanizzazione, risparmio idrico e soprattutto miglioramento genetico delle produzioni. La genetica avanzata è essenziale, ma in Italia ci sono ancra pregiudizi in questo campo che hanno impedito alla ricerca del settore pubblico di fare passi avanti importanti, lasciando lo sviluppo genetico alle multinazionali. Le aziende agricole hanno bisogno dei risultati della ricerca, per far fronte alla sostenibilità economica e ambientale delle aziende”.

Il coordinamento di Agrinsieme ha chiesto a Martina anche una rivalutazione della legge sul caporalato, con l’obiettivo di punire nettamente chi non rispetta le regole, facendo però una distinzione più netta tra reati criminali e moderate inadeguatezze, che andrebbero sanzionate in maniera proporzionale. “Il problema non è solo quello del forte contrasto al caporalato, ma la necessità degli agricoltori di trovare manodopera stagionale, a fronte di un calo della disponibilità in particolare momenti intensivi della raccolta. Occorre ristabilire un confronto tra domanda e offerta, creando un sistema più snello e fruibile che consenta di reperire forza lavoro nel rispetto assoluto delle regole, in periodi ristretti di tempo”.

Tra i temi sul tavolo di carattere internazionale, infine, gli accordi di commercializzazione con i paesi extraeuropei e la necessità di rivedere quelli che non funzionano. È il caso, secondo il coordinamento ferrarese, delle importazioni del riso in Europa con i paesi Eba – regolato da un accordo che prevede l’esenzione di alcuni paesi “svantaggiati” dal pagamento dei dazi – che sta mettendo in ginocchio i produttori ferraresi.

Al termine dell’incontro Agrinsieme ha consegnato al ministro Martina il documento con tutte le proposte per il settore, che potrà diventare un vero e proprio vademecum per il forte rilancio dell’agricoltura italiana.

Fonte: Ufficio stampa Cia Ferrara


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