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mercoledì 11 maggio 2016


L'asparago Verde di Altedo scende in pista

Come gestire gli asparagi dal trapianto fino al punto vendita? Se ne parlerà sabato 14 maggio alla 47ma Sagra dell’Asparago Verde di Altedo Igp durante il convegno dal titolo “La meccanizzazione nella filiera dell’asparago”.

Tema dell’incontro sarà l’impiego delle macchine in aiuto del coltivatore, appunto dalla fase di impianto fino alla selezione dei turioni prima dell’immissione sul mercato. Fra le voci principali del costo di produzione ci sono le spese di messa a dimora delle zampe, la lotta alle malerbe e la pulizia finale della asparagiaia, la raccolta e il confezionamento. Operazioni che, in parte, sono già state meccanizzate. Da qui la necessità di un confronto costante con gli asparagicoltori  per ridurre al minimo i costi di produzione e garantire il giusto reddito. 
 
All’auditorium comunale di Altedo, i lavori sabato iniziano alle ore 16. Apre Franco Girotti di Apofruit (Le varietà per l’Emilia-Romagna), quindi tocca a Luciano Trentini, vicepresidente di Areflh (Preparazione del terreno e trapianto meccanico: le novità) e Marco Mingozzi (Lotta alle malerbe e nella distruzione della vegetazione a fine ciclo). A seguire, gli interventi di Daniele Vallisi (La raccolta meccanica dell’asparago verde) e di Alberto Sgorbati (La selezione meccanica dell’asparago verde a vantaggio della qualità). Le conclusioni sono affidate a Gianni Cesari, presidente del Consorzio “Asparago Verde di Altedo Igp”. All’esterno, l’esposizione delle macchine della filiera.

L’Asparago, sia verde che bianco, sta suscitando l’interesse di molti produttori in più regioni italiane, dal Veneto all’Emilia Romagna, dalla Puglia alla Sicilia. E la superficie complessiva, sul territorio nazionale, ha quasi raggiunto i 7.000 ettari. Una filiera che, però, soprattutto al Nord, si compone di piccole aziende coltivatrici.

La produzione è assorbita perlopiù dal mercato del fresco, dove gli estimatori di questo ortaggio (poco meno della metà delle famiglie italiane consuma asparagi) sono sempre di più alla ricerca di turioni di qualità. E quelli italiani lo sono, come dimostrano le Denominazioni di origine protetta (Dop) e le numerose Indicazioni geografiche protette Igp.

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a cura della Redazione

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