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martedì 24 febbraio 2015


Veneto, piano per la difesa e la valorizzazione del kiwi

È stato varato il progetto per la difesa della pianta di kiwi e per la valorizzazione dei suoi frutti finanziato dalla Regione Veneto con oltre un milione di euro destinato all'Università di Verona. Il progetto si articola in due azioni:

AZIONE 1

La prima azione è legata alla valorizzazione. Il kiwi è considerato per antonomasia il «frutto della salute». L'actinidia possiede parecchi dei requisiti percepiti dal consumatore quali piacere, convenienza e salute. Il piacere si riferisce al sapore, alla consistenza e alla succosità del frutto. La convenienza implica che il frutto possa essere acquistato pronto per il consumo, che possa durare a lungo anche a temperatura ambiente, che sia facile da mangiare, che il prezzo sia ragionevole. La salute è molto di più che la sola composizione nutritiva del frutto, anche se questa è indubbiamente importante. Si pone infatti molta attenzione al contenuto di vitamina C, a quella elevata di potassio, di fibre e di elementi nutritivi benefici (polifenoli).

Recentemente nel corso della realizzazione del Progetto «Caratterizzazione qualitativa dei principali prodotti ortofrutticoli veneti», finanziato nel 2013 dalla Regione Veneto, il Dipartimento di Biotecnologie dell'Università di Verona ha condotto delle analisi preliminari di tipo metabolomico sui frutti di kiwi, i quali hanno mostrato l'inaspettata e sorprendente presenza di quantità rilevanti di sostanze psicoattive, identificate in triptamina, serotonina e melatonina.

A seguito dei primi risultati incoraggianti ottenuti la Regione Veneto, con la deliberazione n. 2587 del 23 dicembre 2014, ha assegnato all'Università di Verona l'importo di 1,06 milioni per la realizzazione del «Progetto di innovazione per la difesa della pianta del kiwi e per la valorizzazione dei sui frutti». Il Dipartimento di Biotecnologie dell'Università, a cui è affidata la ricerca, potrà avvalersi delle aziende che producono kiwi, associate alle Organizzazioni dei produttori e della collaborazione del Consorzio di tutela del kiwi di Verona.
Lo studio si pone l'obiettivo di identificare la presenza delle sostanze bioattive nei frutti di kiwi e valutare gli effetti sul miglioramento dello stato di salute dell'uomo.
L'assunzione delle sostanze psicoattive (serotonina, triptamina e melatonina) comportano un miglioramento del benessere psichico ed in particolare dell'umore, senso di felicità, senso di soddisfazione della propria vita, diminuzione delle sindromi depressive.

AZIONE 2

La seconda azione è legata alla difesa della pianta dalla batteriosi. Considerata l'importanza della coltivazione di kiwi nel Veneto, sia dal punto di vista qualitativo che da quello quantitativo, il progetto è volto alla difesa della coltura attraverso uno studio approfondito del cancro batterico che possa condurre al suo controllo attraverso metodi innovativi ed a basso impatto ambientale.

Attualmente i piani di difesa per il controllo del Psa (Pseudomonas syringae pv. actinidiae) sono basati soprattutto sull'impiego di formulati a base di rame che notoriamente pongono problemi tossicologici. Dal punto di vista applicativo la ricerca si pone l'obiettivo di identificare nuove sostanze e nuovi target per la difesa antibatterica attraverso l'inibizione dello sviluppo batterico e l'inibizione della sua virulenza. Si tratta di sostanze chimiche derivate da piante, alghe e batteri, che rispondono all'esigenza innovativa di contrastare la virulenza batterica senza usare antibiotici.

Altro obiettivo della ricerca è quello di valutare l'impiego di formulazioni di nanoincapsulate. Si tratta in pratica di selezionare e produrre formulati in grado di penetrare all'interno dei tessuti e di colpire selettivamente il target batterico. La ricerca dovrà fornire soluzioni operative che potranno essere sperimentate in prove di campo per inibire il contagio da Psa.

Fonte: l'Arena



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