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venerdì 18 febbraio 2022


«Forte richiesta di piccolo calibro e prezzi adeguati»

A partire da inizio gennaio, la stagione di raccolta degli agrumi è entrata nel momento di massima produzione. Cercando di fare il punto della situazione sull'andamento del settore è emerso che il clima ha giocato un ruolo abbastanza sfavorevole, soprattutto dovuto alle scarse precipitazioni. La siccità, che ha interessato Sicilia, Calabria, Basilicata e Puglia, il cuore dell’agrumicoltura italiana, ha penalizzato i calibri dei frutti e sta continuando a farlo, ma con effetti meno negativi del previsto.
«La siccità sta penalizzando i calibri degli agrumi della campagna in corso, però il mercato del fresco li ha acquistati a prezzi tutto sommato soddisfacenti, senza che fosse necessario destinarli all’industria. Anche in presenza di calibri sottodimensionati, soprattutto le arance, la contrattazione nel segmento del fresco si è posizionata su corretti livelli di prezzo». Con queste parole Giosué Arcoria, presidente della Federazione nazionale agrumicola di Confagricoltura, descrive la campagna agrumicola in corso. «Al momento esiste una forte richiesta di prodotto di piccolo calibro. Oggi il mercato del fresco, forse a causa della crisi, ritira anche tutto il prodotto di piccola pezzatura purché con qualità organolettiche eccellenti, venduto ovviamente a prezzi adeguati. Per il prodotto di fascia alta, ad esempio alcune varietà di arance tarocco, i listini si posizionano, invece su livelli elevati, anche 60 centesimi al kg». La campagna prosegue, dunque, mantenendo dei prezzi sempre accettabili. 

A destare maggiori preoccupazioni per le rese è invece la carenza di manodopera, che si fa sentire soprattutto nelle aziende che raccolgono grandi volumi. «Quasi tutti gli stabilimenti di raccolta devono fare i conti con un 20-30% di manodopera in meno. Per aziende di grandi dimensioni si tratta ovviamente di volumi importanti che potrebbero rimanere in campo» spiega Arcoria. I primi effetti di questa carenza, associata alla siccità, si traducono in un ribasso dell’offerta stimata di arance, in calo del 20% rispetto alla scorsa annata.


Anche in questo settore riscuote grande successo il mercato online che, nel recente passato è cresciuto rapidamente. «Nell'ambito della commercializzazione di agrumi, si è registrato un incremento molto significativo delle vendite online e della commercializzazione in generale del prodotto sui mercati, probabilmente legato anche alla pandemia. Anche nel nostro settore si osservano le prime aziende che crescono, non solo di dimensioni, ma cercano anche di creare una propria politica di marchio. Questo canale di vendita innovativo richiede grandi sforzi logistici che devono essere affrontati in modo adeguato».


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