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martedì 18 gennaio 2022


«Sos agrumi infetti, va imposto il trattamento a freddo»

Il settore agrumicolo spagnolo è in agitazione: gli allarmi per gli agrumi contaminati sembrano non finire e l’unica soluzione prospettata è quella del trattamento a freddo. A chiederlo è l’associazione Intercitrus in base al lavoro svolto dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa): secondo uno studio commissionato dalla Commissione Europea nell’agosto 2021 viene confermato che l’approccio attuato dal Sud Africa dal 2018 per impedire l'ingresso e la propagazione in Europa della ‘Falsa Cydia’ detta anche Falena codificante (Thumatotibia leucotreta) “non serve e non rispetta le normative comunitarie”.
Secondo la ricerca “l’insieme delle strategie integrate che l'UE consente al Sud Africa di applicare negli agrumi per controllare la 'Falsa Cydia, sono ben lungi dal garantire l'assenza del parassita secondo quanto esplicitamente richiesto dalle normative”.



Fino a novembre le spedizioni infette accumulate nei porti europei sono state 29, di cui 18 dal Sud Africa, 10 dallo Zimbabwe e 1 da Israele. Considerato l’impatto economico e ambientale comportato dall’insetto, Intercitrus ritiene che “l'unica alternativa rimasta a Bruxelles sia quella di imporre un trattamento a freddo in transito per queste importazioni”. La procedura dovrebbe essere standardizzata a livello internazionale, secondo la stessa richiesta che altre potenze agrumicole già fanno alle esportazioni spagnole. “Va garantita l’eliminazione di qualsiasi rischio di introduzione e l'UE dovrebbe applicare la regola senza eccezioni a tutte le partite di agrumi contaminati, oltre a tutti quei frutti considerati portatori dell’insetto come arance, mandarini e pompelmi”.

Dopo essersi diffuso in tutta l'Africa e aver raggiunto Israele nel 1984, non ci sono più dubbi sulla capacità di adattamento della Thaumatotibia leucotreta al clima mediterraneo. Il parassita è catalogato tra le 'top 20' delle fitopatie regolamentate dall'UE come 'prioritarie' per i gravi danni che provoca e che, nel caso degli agrumi, porta ad un calo prematuro e massiccio nei frutti e la comparsa di infezioni secondarie causate da funghi e batteri. 



“Non è una minaccia esclusiva per gli agrumi – avverte Intercitrus - è un parassita altamente polifago che colpisce fino a 70 piante ospiti, comprese le colture mediterranee importanti come peperone, cotone, pesca, nettarina, avocado, melograno...o alberi come la quercia”. Il rischio di insediamento nel territorio spagnolo, e negli altri Paesi europei, è molto alto. L’insetto sfugge anche ai controlli visivi sia in campo che nei porti, dato si nutre dei frutti internamente senza presentare sintomi esterni. L’insetto ha già provocato un focolaio nel 2018 in una serra tedesca ed è stato occasionalmente rilevato in Danimarca, Spagna, Finlandia, Paesi Bassi, Italia, Svezia e Stati Uniti Regno. Una volta insediato, la sua eradicazione sarebbe complicata dalla mancanza di insetticidi autorizzati.

Pertanto, Intercitrus “valuta positivamente i passi che il ministero spagnolo sta sviluppando con la Commissione e con gli altri Stati membri per convincerli che l'unica opzione possibile consiste nell'imporre ai paesi colpiti da questa piaga un trattamento a freddo in transito per poter esportare i propri agrumi nell'UE”. 

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