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giovedì 16 dicembre 2021


Materie prime, nei campi il conto è salato

Aumenti in campagna nell'ordine dei 1.000-1.200 l'ettaro per il pomodoro da industria e altre orticole, di 1.500 euro l'ettaro per la frutta: il boom dei prezzi di carburanti, fitosanitari, concimi, plastiche, materiali per l'ìrrigazione pesa come un macigno sui conti dei produttori. La stima di Davide Vernocchi, coordinatore di Alleanza delle Cooperative conferma che oggi fare l'agricoltore è diventato un "lusso": "E le prospettive non sono affatto buone", commenta.

E Coldiretti denuncia: molte imprese agricole stanno vendendo sottocosto anche per effetto di pratiche sleali che scaricano sull’anello più debole della filiera gli oneri delle promozioni commerciali.



Per le operazioni colturali gli agricoltori – spiega la confederazione – sono stati costretti ad affrontare rincari dei prezzi fino al 50% per il gasolio necessario per le attività che comprendono l’estirpatura, la rullatura, la semina e la concimazione. Inoltre l’impennata del costo del gas, utilizzato nel processo di produzione dei fertilizzanti, ha fatto schizzare verso l’alto i prezzi dei concimi, con l’urea passata da 350 euro a 850 euro a tonnellata (+143%), il fosfato biammonico Dap raddoppiato (+100%) da 350 a 700 euro a tonnellata, mentre prodotti di estrazione come il perfosfato minerale registrano +65%. Non si sottraggono ai rincari i fertilizzanti a base di azoto, fosforo e potassio con un balzo nell'ordine del 60%.

L’aumento dei costi riguarda anche il riscaldamento delle serre per ortaggi ma ad aumentare sono pure i costi per l’essiccazione dei foraggi, delle macchine agricole e dei pezzi di ricambio per i quali si stanno verificando addirittura preoccupanti ritardi nelle consegne. Il rincaro dell’energia – conclude Coldiretti – si abbatte poi sui costi di produzione come quello per gli imballaggi, dalla plastica per i vasetti dei fiori all’acciaio per i barattoli, dal vetro per i vasetti fino al legno per i pallet da trasporti e alla carta per le etichette dei prodotti che incidono su diverse filiere, dalle retine per gli agrumi ai barattoli smaltati per i legumi. Per Coldiretti serve "responsabilità da parte dell’intera filiera alimentare con accordi tra agricoltura, industria e distribuzione per garantire una più equa ripartizione del valore per salvare le aziende agricole".



Martedì era stato il presidente di Fruitimprese Marco Salvi a esprimere "la grande preoccupazione degli operatori per la situazione di incertezza legata al forte aumento dei costi dei materiali, dei servizi, dell’energia e della logistica in particolare dei noli marittimi che per alcune destinazioni hanno raggiunto il 100 per cento". 

"Nel nostro settore una differenza di 10 centesimi al kg fa la differenza tra una campagna positiva ed una disastrosa", aveva puntualizzato Salvi. "In più i nostri sono prodotti freschi, non stoccabili e non ci sono concesse le alternative di approvvigionamento e dismissione che sono appannaggio degli altri settori agroalimentari”.

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