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lunedì 26 aprile 2021


«Direttiva pratiche sleali, una svolta per la filiera»

Pratiche sleali, la nuova legge ha tutte le carte in regola per riequilibrare i rapporti di forza nella filiera ortofrutticola. Lo spiega a Italiafruit News Paolo De Castro, coordinatore S&D alla commissione Agricoltura del Parlamento europeo e relatore della direttiva 633/2019 contro le pratiche commerciali "scorrette" nel settore agroalimentare, all'indomani del via libera definitivo del Parlamento italiano alla legge di Delegazione europea. Il Governo dovrà ora rendere applicabile sul territorio nazionale la direttiva "per procedere al contrasto delle tante azioni illecite che spesso si riscontrano ancora in tutte le transazioni all'interno della catena agroalimentare - dice De Castro - e allinearci così finalmente con quanto avviene in Spagna, Francia e altri Paesi europei, dove questo strumento sta funzionando da tempo".

De Castro, possiamo immaginare che si creino le condizioni per evitare realmente l'adozione di pratiche sleali a discapito degli anelli più deboli della filiera o c'è il rischio di assistere a un bis dell'articolo 62, poco incisivo? 
"La direttiva è stata recepita in maniera integra, includendo anche le aste al doppio ribasso: ora il ministro delle Politiche Agricole Patuanelli dovrà preparare un decreto legislativo con due norme, l'articolo 62 e la legge di recepimento della direttiva da approvarsi entro il 30 aprile. Poi potremo arrivare a costituire l'Authority di contrasto, la cui titolarità il parlamento ha indicato nel'Icqrs, Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi. L'obiettivo è mettere fine a ritardi nei pagamenti delle fatture, ad aste elettroniche al doppio ribasso che penalizzano gli agricoltori, con prezzi spesso al di sotto dei costi di produzione, ma anche, appunto, a vendite sottocosto, ricarichi di spese per pubblicità dei prodotti non richieste, e altre azioni che attualmente rendono iniqua la distribuzione del valore lungo la filiera agroalimentare".


L'Icqrs ha le risorse per gestire la "partita" al meglio? 
"L'Istituto ha un'articolazione regionale e conta oltre 2.000 ispettori, quindi le condizioni di partenza sono ottimali; va dotato di risorse aggiuntive e servono corsi ad hoc per creare un corpo specifico di ispettori che abbiano competenze sulla norma. Si tratta comunque di meri atti amministrativi: va verificato se c'è stato o meni il mancato rispetto della direttiva".

Per le vendite "low cost" il parametro del 15% sotto i costi di produzione di Ismea può essere considerato valido? Da un punto di vista tecnico è un parametro concretamente definibile e significativo per tutta la Penisola? 
"Al di là delle percentuali, la Direttiva dice che qualsiasi modifica contrattuale unilaterale è irregolare: deve essere sempre concordata. L'unilateralità della scelta è quella che fa scattare l'indagine. Le parti possono possono mettersi d'accordo anche per applicare sconti superiori al 15%, l'importante è che ci sia consapevolezza e concordanza. Dopo di che, potranno essere avviate in modo autonomo indagini a fronte di situazioni e quotazioni sospette. La stessa Authority, prima di procedere all'applicazione di sanzioni di fronte a conclamate azioni illecite, potrà in ogni caso prevedere meccanismi di risoluzione alternativa delle controversie tra le parti, valorizzando il ruolo delle organizzazioni di rappresentanza attraverso la definizione di accordi quadro nazionali".


De Castro, si aspetta che tanti produttori, anche a fronte della garanzia di anonimato, denunceranno episodi di pratiche sleali? Si stima che ogni anno esse procurino oltre 350 milioni di euro di danni a cascata nella filiera agricola e alimentare…?
"Mi aspetto che anche in Italia, dopo un po' di rodaggio per l'assimilazione di circolari e delle indicazioni, si applichi la norma e che, fatto il decreto legislativo e pubblicato in Gazzetta Ufficiale, possano essere raccolte molto denunce. Da noi l'articolo 62 non ha prodotto i risultati sperati mentre in Spagna a Francia, facendo riferimento alle rispettive normative nazionali, ci sono state decine di denunce anonime che si sono tradotte in multe pesanti a catene distributive e industrie. Questo strumento consentirà un'equa distribuzione del valore lungo la filiera tenendo conto dell'agricoltura, spesso la più bistrattata".

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