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giovedì 18 novembre 2021


Finger lime, l'agrume che conquista l'alta ristorazione

Stupisce per il suo colore, per l’effetto estetico e per il suo sapore meno aspro rispetto al limone tradizionale. E’ il finger lime, un antico agrume di origini australiane che sta conquistando l’alta ristorazione e che da oggi è proposto anche da McGarlet. Il prodotto entra a far parte di Figaro Filiera Italia, la linea aziendale dedicata alla frutta tropicale coltivata nel nostro Paese. Viene così arricchita l’offerta con un prodotto che sta riscontrando sempre più interesse sul mercato nazionale.

“Il frutto era utilizzato già dalle comunità aborigene prima dell’arrivo in Europa e, nonostante una lunga storia alle sue spalle, soltanto negli ultimi anni la conoscenza del finger lime ha iniziato a diffondersi in Italia e in Europa – spiegano dall’azienda - L’interesse nei suoi confronti è stato determinato soprattutto dall’impiego nell’alta cucina grazie alla versatilità di utilizzo e alle peculiari caratteristiche del frutto”.

 

Produzione italiana tra cultivar e gestione agronomica di primo livello
La produzione di finger lime in Italia è relativamente recente. “La maggior parte degli impianti ha trovato terreno fertile nelle regioni meridionali e in particolare in Sicilia – sottolineano da McGarlet - si tratta di una coltivazione innovativa che si instaura facilmente in territori con elevate competenze tecniche relative all’agrumicoltura. Nei produttori italiani, abbiamo riscontrato la passione e la competenza tipiche dei pionieri”. Le aziende si distinguono per l’accurata gestione tecnica e per la selezione di varietà pregiate con caratteristiche di colore e sapore davvero uniche. In Italia il periodo di disponibilità del finger lime è autunnale e invernale, con il picco produttivo compreso tra i mesi di ottobre e novembre.

Un unicum tra gli agrumi
Il finger lime presenta una particolarità unica tra gli agrumi: avere le vescicole contenenti il succo in forma libera e non aggregate negli usuali “spicchi”. Rompendo l’epidermide del frutto, queste vescicole si riversano all’esterno come una moltitudine di piccole e tonde praline colorate e luccicanti. Da qui deriva il nome comune di limone caviale, una definizione particolarmente evocativa che ha contribuito a rendere celebre questo prodotto. Grazie alla selezione varietale oggi sono disponibili cultivar che presentano diversi colori del succo, dal viola al rosa fino al bianco e giallo. 
Come spiegano dall’azienda: “L’effetto estetico derivato dalla loro combinazione è stato uno degli elementi che ne ha determinato il successo. A questo si aggiunge il sapore fortemente agrumato e meno aspro del limone, che conferisce freschezza ad ogni tipo di piatto prestandosi alle più ardite sperimentazioni culinarie. L’aroma che si sprigiona sul palato alla rottura del chicco determina un effetto sorprendente in grado di impreziosire il gusto della pietanza”.
 

Un mercato di nicchia
Ancora oggi il finger lime si caratterizza come prodotto di nicchia, spiccatamente rivolto al settore Horeca. Rimane meno conosciuto ed utilizzato dal consumatore finale, nonostante siano presenti segnali di crescita anche in questo segmento e la presenza, da alcuni anni, nei canali della Grande Distribuzione Organizzata e dei negozi specializzati.
“La sua rarità nelle cucine domestiche italiane viene confermata anche dal prezzo -specificano da McGarlet - Il finger lime ha un costo rimasto costantemente elevato nel tempo, qualificandolo come uno dei frutti a maggiore valore aggiunto sul mercato nazionale. L’oscillazione varia dai 25 ai 65 euro al chilogrammo. Considerata la domanda rigida, anche la produzione è ancora circoscritta con quantitativi annuali limitati”.
Durante il periodo di raccolta, l’azienda stima di commercializzare tra i 25 e i 75 kg settimanali di prodotto rivolti quasi esclusivamente al mercato nazionale. 
“L’obiettivo per il futuro – concludono - è quello di dare a questo frutto sempre un maggiore spazio sul mercato nazionale ed europeo, grazie alle certificazioni Global Gap e Grasp”.

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