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venerdì 8 ottobre 2021


Il fungo Pleurotus evolve nella varietà priva di spore

I consumatori italiani stanno iniziando sempre più a conoscere i benefici nutrizionali delle diverse varietà di funghi coltivati e le opportunità di abbinamento con altre verdure (radicchi, pomodori secchi, cipolle, ecc.) della tradizione culinaria nazionale. Questo percorso di educazione alimentare va a toccare però anche gli stessi operatori del settore, i quali stanno per esempio scoprendo nuove varietà selezionate che favoriscono le attività nell’intera filiera. Una delle più interessanti in assoluto è il fungo Pleurotus senza spore, ribattezzato “Fungo di Venere” dall’Op Consorzio Funghi di Treviso per sua foglia a forma di conchiglia molto simile a quella di San Giacomo, sulla quale si posa la Venere di Botticelli nel noto capolavoro.

Lanciata sul mercato nel 2021, la novità sta dimostrando ottime potenzialità poiché riesce a soddisfare al meglio le esigenze sia delle fungaie sia dei distributori. Permette infatti a chi lo raccoglie di non respirare le spore e a chi lo vende di offrire al mercato un fungo Pleurotus che vanta una maggiore conservabilità.

Per chi non lo sapesse, la spora non è altro che il seme del fungo stesso e tende a formare nel processo di vita del prodotto una sorta di polverina bianca impalpabile. “Il Pleurotus è uno dei funghi che rilascia spore in maggiori quantità – spiega a Italiafruit News Marta Fuser, responsabile marketing dell’Op Consorzio Funghi di Treviso – Gli operatori delle fungaie che raccolgono da tanti anni questa tipologia possono incontrare talvolta problemi di tosse. Questa problematica da oggi si può superare con la variante del Pleurotus senza spore”.



E non è tutto: la nuova varietà selezionata dall’Op Consorzio Funghi di Treviso riesce a mantenersi anche più bella dal punto di vista dell’effetto visivo. “Sul prodotto non si sviluppa la polverina bianca, eliminabile semplicemente attraverso il lavaggio a casa, che tanti consumatori possono scambiare per muffa. I Funghi di Venere possono quindi beneficiare di una maggiore shelf life rispetto alla tipologia tradizionale”.

“Le vendite di Funghi di Venere sono buone e soddisfacenti - prosegue Fuser - Diversi clienti della Gdo italiana ci hanno creduto inserendo il prodotto in assortimento a partire dalla scorsa estate, periodo dell’anno in cui il Pleurotus tradizionale è praticamente impossibile da gestire per via del clima caldo che incentiva le spore”.

Con una produzione di 18mila tonnellate l’anno, Op Consorzio Funghi di Treviso è il principale produttore di funghi coltivati d’Italia. Riunisce la produzione di 12 fungaie cooperative e si configura oggi come vero e proprio specialista italiano nella coltivazione, lavorazione (fresco, cotto, refrigerato e surgelato) e commercializzazione di funghi su tutti i canali di vendita: Mercati all'ingrosso, Gdo, industria e food service. “Ai Funghi di Venere – conclude Fuser – abbiamo dedicato un impianto strutturato con tecnologie di ultima generazione che si occupa nello specifico della produzione di questa varietà, in modo da garantirne la fornitura tutto l’anno. Al consumatore basta lavare il prodotto per poi spadellarlo per circa 15-20 minuti”. 


Murale refrigerato con alcuni prodotti dell'Op Consorzio Funghi di Treviso  

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