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lunedì 2 agosto 2021


Pesche e nettarine, le strategie di Conad

Pesche e nettarine, in termini di valore, sono la sesta categoria per importanza del reparto ortofrutta di Conad. E' quindi naturale che la catena rifletta sulle strategie per incrementarne i consumi. Come ha spiegato Maurizio Cristoni (buyer ortofrutta Conad nazionale) durante la nostra diretta della scorsa settimana dedicata proprio a questi frutti (clicca qui per leggere l'articolo).



"Questi frutti, da un punto di vista valoriale, incidono molto sull'andamento commerciale del reparto: per la sensibilità del consumatore verso la qualità di questi prodotti è fondamentale avere una standardizzazione del livello qualitativo, evitando variazioni durante la campagna, soprattutto nell'offerta mainstream - ha spiegato il buyer Conad - Il consumatore quando oggi sceglie un frutto e lo trova buono, vorrebbe avere la ragionevole certezza che all'acquisto successivo otterrà lo stesso risultato. La qualità si fa in campo, ma ci sono tantissime varietà in produzione, una numerica così elevata su cui non si riuscirà mai a fare sintesi: assieme alle grandi Op stiamo cercando di calmierare questo numero, puntando su meno varietà più clusterizzabili e identificabili".



In questa campagna commerciale Cristoni ha spiegato di aver visto molti calibri ridotti sul mercato, segno che sulle piante si è portato avanti un carico di frutta eccessivo... E così è difficile ottenere pezzatura e qualità. "Per aiutare la produzione nella ricerca della qualità dobbiamo metterci del nostro come distributori - ha aggiunto - dobbiamo dare garanzie in termini di volumi e redditività, è un percorso che stiamo cercando di fare. La produzione sta affrontando una serie di situazioni mai viste prima, sia agronomiche che fitosanitarie e climatiche. Una volta ottenuta la qualità in campagna, dobbiamo stare attenti a non rovinarla e grazie alle tecnologie possiamo poi categorizzarla bene".



Ma quali sono i principali limiti di pesche e nettarine? "In una formula di vendita a libero servizio sicuramente la manipolazione del prodotto nel punto vendita, questo è l'aspetto più critico - ha risposto Cristoni - In Conad circa il 70% di questi frutti è venduto sfuso, vorremmo cercare di togliere una parte di questa quota segmentando verso l'alto, con pesche che abbiano caratteristiche organolettiche premianti, un prodotto più pronto per il consumo. Dobbiamo quindi trovare la formula per togliere un po' di prodotto sfuso, relativamente indistinto, e segmentare verso l'alto con un prodotto confezionato, dotato di un imballaggio sostenibile, che racconti la qualità: la valorizzazione della produzione passa anche da questo - ha concluso Maurizio Cristoni - per farlo ci vuole tempo, facciamoci aiutare dalla tecnologia".

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