Frutta secca, l'Italia tra rischi e opportunità: cosa succede con i dazi USA

Alessandro Annibali, New Factor: «La domanda è sufficientemente rigida per gestire eventuali incrementi di prezzo»

Frutta secca, l'Italia tra rischi e opportunità: cosa succede con i dazi USA

L'Unione Europea ha deciso di rispondere ai dazi imposti dagli Stati Uniti su acciaio e alluminio con l'introduzione di nuove tariffe su una serie di prodotti americani. Tra questi, vi sono anche le noci e le mandorle, beni che l'Italia importa ogni anno per un valore di circa 300 milioni di euro. Le misure, che riguardano anche altri settori come l'agroalimentare, saranno applicate in due fasi, con una decisione finale prevista entro metà aprile. 

Ma quali potrebbero essere le ripercussioni per il mercato della frutta secca?
Per cercare di capire meglio gli effetti di queste nuove tariffe, abbiamo intervistato Alessandro Annibali, Amministratore Delegato di New Factor, azienda presente da oltre 40 anni nel settore. “Al momento – spiega Annibali – non è ancora chiaro cosa succederà, ma sembra che le tariffe debbano entrare in vigore ad aprile. Tuttavia, vista l'incertezza legata alle decisioni di Trump, è difficile fare previsioni”. L'imprenditore sottolinea che, se i dazi venissero effettivamente applicati all'importazione di frutta secca dagli Stati Uniti, questo porterebbe ad "alcuni aggiustamenti sul mercato, ma non a cambiamenti radicali".

"Il nostro settore - aggiunge Annibali - non esporta verso gli Stati Uniti, ma importa. Questo potrebbe aprire prospettive più favorevoli per le noci, le mandorle ei pistacchi prodotti in Europa (in paesi come Spagna, Francia, Portogallo, Grecia e Italia) o provenienti da paesi extra-UE come Cile, Argentina, Turchia, Est Europa, Cina e, forse, Iran".
Per queste ragioni, il mercato della frutta secca non dovrebbe subire un impatto significativo dall'introduzione di dazi all'import dagli Stati Uniti. "Le nostre materie prime – chiarisce – dipendono più dai cambiamenti climatici e dalle produzioni attese nei paesi produttori che dai dazi. Pertanto, l'effetto potrebbe tradursi in un aumento dei costi, ma limitato".

Annibali è ottimista riguardo all'andamento dei consumi in caso di ripercussioni sui prezzi dall'applicazione dei dazi: “La frutta secca ha domanda abbastanza rigida rispetto alle variazioni di prezzo, non ci aspettiamo un calo importante dei consumi, anche se i prezzi salissero leggermente".

Le produzioni italiane potrebbero trarre vantaggio dalla situazione, con un possibile incremento della domandaid materia prima. 
Se le nuove tariffe venissero confermate, il settore della frutta secca potrebbe quindi affrontare un periodo di adattamento, ma con effetti negativi contenuti sul consumatori e, forse, positivi sulle produzioni europee. Sono le incertezze politiche ed economiche che giocano un ruolo più decisivo nelle scelte dei consumatori e, anche, delle imprese del settore. 

Nella foto in apertura: Alessandro Annibali, Amministratore Delegato di New Factor