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martedì 28 giugno 2022


Apofruit, ecco come si è reagito alle gelate

Apofruit Italia chiude il 2021 toccando quota 235 milioni di euro di fatturato. Una delle maggiori cooperative del settore ortofrutticolo (conta oltre 3mila soci produttori in tutto il Paese) rimane in linea con l’andamento del 2020, registrando un utile di esercizio di 620mila euro. Il bilancio consolidato del Gruppo si consolida inoltre a 348 milioni di euro, per un patrimonio netto di 103 milioni e un risultato netto di esercizio pari a 812mila euro. 

“Le premesse con cui si era aperta l’annata 2021 non lasciavano presagire nulla di buono”, spiega Ernesto Fornari, direttore generale del Gruppo. “A causa delle gelate tardive che si sono verificate in tutta Italia tra marzo e aprile 2021, abbiamo toccato il minimo storico per quantitativi di ortofrutta conferiti in cooperativa, ovvero 1 milione e 450mila quintali. Ciò significa avere avuto un 16% in meno in volume rispetto al 2020, che già era stato un anno contrassegnato da problemi di gelo, ma localizzati per la maggior parte tra Emilia-Romagna e Veneto”. 



Una situazione difficile, Aprofruit (composto da Canova, Vivi Toscano, Piraccini, Mediterraneo Group e Canova France e Spagna per i rispettivi mercati) ha reagito con un’attenta gestione dei propri centri di lavorazione. “Visto ciò che stava succedendo, abbiamo deciso di tenere chiusi tutti i centri di ritiro non fondamentali - continua Fornari - cercando il più possibile di concentrare la lavorazione”. 

Pesche, nettarine e albicocche, ad esempio, sono state interamente lavorate a Cesena e non a Forlì o a San Pietro in Vincoli. “Per lo stesso motivo abbiamo chiuso per diversi mesi lo stabilimento di Vignola (riaperto solo a metà maggio 2022), specializzato non solo nelle ciliegie, ma anche sulle pere. Quest’ultima coltura, infatti, che sembrava inizialmente non avere risentito del freddo fuori stagione, ha fatto segnare un -70% di produzione rispetto al 2020. Tali misure straordinarie ed eccezionali – rileva Fornari – ci hanno permesso di chiudere il 2021 in modo accettabile, in linea con l’anno precedente, e addirittura di aumentare del 2% il valore del liquidato ai produttori”.

Il presidente di Apofruit Italia, Mirco Zanotti, aggiunge: “Data la situazione che si era venuta a creare, siamo molto soddisfatti per come abbiamo chiuso il 2021. Consideriamo infatti che Apofruit è una vera cooperativa di produttori, in quanto il 90% dei prodotti che commercializza sono conferiti dai soci. Un altro aspetto rilevante è il rapido efficientamento che siamo stati in grado di mettere in campo e che ha permesso, da un lato, di ottimizzare le performance gestionali, dall’altro di liquidare ai soci il 63% del fatturato. Resta purtroppo la difficoltà per i soci che non hanno avuto produzione a causa delle gelate di primavera 2021”.



La conclusione delle assemblee itineranti di Apofruit per illustrare ai soci il bilancio dell’anno precedente segnano anche il momento della liquidazione ai soci dei prodotti invernali. Verso il 20 di settembre è infatti liquidata l’ortofrutta primaverile, l’estiva è pagata verso il 20 di dicembre, l’autunnale a metà marzo, l’invernale a inizio luglio.
 
 “Stanno andando in liquidazione in questi giorni – conferma infatti il direttore commerciale Mirco Zanelli – mele, kiwi verde, kiwi giallo, pere, patate, cipolle e, per le aree del Sud, anche gli agrumi. È un momento molto importante perché la liquidazione invernale rappresenta il 55% della produzione complessiva. Anche in questo caso, il sistema della nostra cooperativa ha retto bene nonostante la situazione di difficoltà, la seconda annata di pandemia e l’aumento delle materie prime, che già era consistente nell’ultima parte dello scorso anno. A fronte infatti di 710.000 quintali di prodotto conferito, ovvero -25% rispetto al 2020, la liquidazione ai produttori si attesterà sui 60 milioni di euro, rimanendo stabile rispetto al 2020. La media per chilo aumenta quindi del 33%. Nello specifico, è fondamentale soprattutto il risultato per alcuni prodotti, come il kiwi giallo, alcune mele club (Pink Lady® in primis) ed il Biologico, che hanno avuto un’incidenza importante sull’importo complessivo della liquidazione”

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