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mercoledì 22 giugno 2022


«Pesche, volumi ridotti e prezzi alti»

Mancano le pesche e gli operatori dei mercati all’ingrosso devono fare i conti con volumi mancanti di drupacee. "Il gran caldo del mese scorso ha lasciato pesanti conseguenze sulle colture, bloccandone la crescita e limitandone i volumi - spiega a IFN Riccardo Pompei, imprenditore attivo al Car di Roma - Mancano quasi completamente la pesca gialla e quella bianca: abbiamo provato anche a rifornirci dall’estero ma il mercato richiede frutti italiani, inoltre in Spagna stanno facendo i conti con un notevole buco produttivo determinato dagli eventi atmosferici avversi e con frutti dalla colorazione scarsa”.



Le poche pesche presenti sul mercato sono distribuite da Pompei nella fascia prezzo 1,70/3,50 euro al chilogrammo mentre sono discreti volumi di nettarine bianche e gialle: quest’ultime raggiungono quotazioni a partire da 1,50 euro per arrivare a 2,50 euro al chilogrammo.



Per quanto riguarda l’albicocca, c’è una vera e propria invasione di campo: “Il prodotto sta arrivando da tutte le parti d’Italia – sottolinea Pompei – a partire da quello siciliano, passando per Puglia, Calabria, Basilicata e Lazio. Le quotazioni sono, come si può immaginare, risibili: si parte da 1,80 euro al chilogrammo per arrivare fin sotto a 1 euro al chilogrammo”.



E continua: “La maggior parte dei frutti viene raccolta troppo presto e non raggiunge le caratteristiche organolettiche ottimali, per esempio la pezzatura non è grande a sufficienza e anche frutti di qualità come Orange Rubis non raggiungono il giusto grado zuccherino: per questi motivi la domanda rimane davvero molto bassa”.



Anche per le ciliegie si registra un’abbondanza di prodotto ma i volumi provenienti dal sud Italia sono quasi arrivati alla fine. Pure su questi frutti i danni da caldo sono ben visibili: predominano i calibri piccoli e i prezzi non salgono sopra a 3,50 euro al chilogrammo.



Stanno iniziando ad arrivare anche le prugne dalla regioni meridionali ma il prodotto non è più di tanto richiesto. Si vendono invece bene le percoche gialle dalla Spagna (2,50 euro al chilogrammo) mentre la pesca tabacchiera sia italiana che spagnola raggiunge 1,50 euro al chilo per la categoria 2A e quella spagnola 3A raggiunge i 2 euro al chilogrammo.



Se le angurie non vanno benissimo, per i meloni “è un vero e proprio 'macello' – commenta il grossista – con quotazioni che partono da 0,70 per arrivare a 1,20 euro al chilogrammo in base alla qualità”.



Sui banchi è presente da oltre un mese l’uva da tavola di Mazzarrone: “Grazie ai nostri fornitori selezionati riusciamo a vendere il prodotto a 2,50 euro al chilogrammo. In generale il prodotto è richiesto e riesco a venderne una o due pedane al giorno”.



Per quanto riguarda gli ortaggi, è arrivata ai titoli di coda tutta la gamma del pomodoro siciliano che si sta sostituendo con il prodotto locale.

L’unico articolo in controtendenza è la melanzana nera siciliana, che viene distribuita da 1 euro in su: “La melanzana locale non è ancora abbastanza formata per cui vendiamo bene questo prodotto, anche se i volumi non sono eccezionali” commenta il grossista.



Pompei ha iniziato a distribuire anche il pomodoro cuore di bue dal Veneto da 1 euro a salire mentre i peperoni siciliani sono venduti in una media prezzo di 1,50 euro al chilogrammo.
Infine, i fagiolini di Mondragone sono distribuiti a 4 euro al chilo, mentre il prodotto cesenate lavorato a macchina raggiunge una quotazione pari a 1,80/2 euro al chilogrammo.

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