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mercoledì 16 marzo 2022


Pomodoro da industria, ferme le trattative sul prezzo

Non c’è ancora l’accordo sul prezzo del pomodoro per la campagna Nord Italia 2022 e il banco della trattativa rischia davvero di saltare.
 
Permangono posizioni troppo distanti: da un lato l’industria che è arrivata a proporre (solo) 100 euro a tonnellata, dall’altro gli agricoltori che, a queste condizioni, non sono disposti a rimetterci visto i rincari dei costi di produzione (energia, gasolio, fertilizzanti e sementi). Peraltro la stessa intesa, per il comparto del pomodoro da industria, è già stata raggiunta in Spagna e Portogallo con incrementi in valore ben superiori.  


 
Confagricoltura Emilia-Romagna fa appello al senso di responsabilità delle imprese di trasformazione e sposta il baricentro della trattativa: «Agricoltori e industriali devono convergere sull’obiettivo comune: come valorizzare il prodotto nella grande distribuzione. Bisogna preservare lo straordinario risultato ottenuto in campo dai nostri produttori nonostante le crescenti anomalie climatiche». La campagna 2021 si è infatti chiusa con una resa media di 80 tonnellate a ettaro, accompagnata da standard qualitativi più che soddisfacenti.
 
«Facendo così, si spezza la corda – rimarca l’organizzazione degli imprenditori – tanto più che con il mercato dell’orzo, del girasole, del mais e della soia in forte rialzo, gli agricoltori possono indirizzare la loro scelta verso colture più convenienti che presentino il minor rischio».
 


Marcello Bonvicini, presidente regionale di Confagricoltura, pone l’accento sulla necessità di unire le forze in un momento drammatico per la storia e l’economia del Paese, e chiede all’industria «di ascoltare le richieste della parte agricola per garantire anche la sopravvivenza dell’intera filiera».
 
L’Emilia-Romagna è la regione leader in Italia per superficie coltivata, con circa 27.000 ettari. Svetta la provincia di Piacenza (oltre 10 mila ettari), seguita da Ferrara (6.700 ha), Parma (4.500 ha), Ravenna (2.500 ha), Reggio Emilia (1.100 ha), Modena (960 ha), poi Bologna con 370 ha, Forlì-Cesena con 70 ha e Rimini con 40 ha; la nostra regione si conferma anche al vertice per export di salsa di pomodoro.
 
Fonte: Confagricoltura Emilia-Romagna


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