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lunedì 14 marzo 2022


Planet Farms inizia il 2022 in grande stile

Il 2021 di Planet Farms, azienda leader nel vertical farming, si è concluso con un aumento di capitale complessivo di 30 milioni di euro. La realtà produttiva, fondata lo scorso anno, ha da subito attirato l’attenzione degli investitori e della GDO. Planet Farms è attualmente presente nelle principali catene di distribuzione italiane (Esselunga, Il Viaggiator Goloso, Iper La Grande i, Unes, Il Gigante) e in alcuni dark store milanesi (Gorillas e Getir) con prodotti come lattughino biondo (Lattugood), tre mix di insalate (Yummix Piccante, Yummix Orientale, Yummix Delicato) e rucola (Rucool). Non sorprende che alcuni investitori abbiano voluto accrescere la propria quota di partecipazione, tra questi compaiono Red Circle Investments, Nuova Energia Holding e Gruppo Azimut.

Era stato comunicato che la liquidità così raccolta sarebbe stata utilizzata per finanziare i piani di sviluppo della società, consolidando i risultati conseguiti e supportando l'ulteriore espansione geografica, in Italia e all'estero. La scorsa settimana, Daniele Benatoff, co-fondatore e co-Ceo di Planet Farms, ha fornito delle anticipazioni in merito a StartupItalia, rilasciando anche qualche dettaglio su un nuovo impianto che sarà realizzato dentro al ristorante stellato “Da Vittorio”.



“Lo stabilimento di Cavenago (in provincia di Monza e Brianza) rappresenta per noi un punto di partenza, non di arrivo. Le potenzialità di apprendimento nel campo del vertical farming sono enormi. Siamo solo all’inizio”. Con queste parole, Benatoff, ha raccontato a StartupItalia i progetti di sviluppo per la società che ha fondato assieme a Luca Travaglini nel 2017. L’azienda, che nel 2021 ha aperto il più grande impianto di vertical farming europeo, è pronta per realizzarne altri tre. 

Il vertical farming è un sistema di produzione che si sviluppa in verticale, su piattaforme di coltivazione sovrapposte, dove si svolge il ciclo colturale, dal seme al prodotto finale. “Parlare di vertical farming, stuzzica la curiosità. L’innovazione, però, non è nel verticale ma nel fatto che riusciamo a controllare l’ambiente. In particolare, con il nostro sistema specifico, consumiamo il 95% in meno di acqua rispetto all’agricoltura a pieno campo, e abbiamo un risparmio di terreno che, a seconda della coltura, va dai 199 ai 299 ettari per ettaro. In altre parole, su un ettaro di terreno otteniamo la stessa produzione che si avrebbe coltivando dai 200 ai 300 ettari a pieno campo”, spiega Benatoff a StartupItalia.



L’azienda punta il proprio mercato sulla filiera cortissima, riducendo l’impatto ambientale dei trasporti: “La filiera è cortissima, Milano su Milano. Il prodotto arriva più fresco, dura di più e si riducono gli sprechi. Non ha inoltre bisogno di essere lavato perché è pronto al consumo: non si utilizza chimica, dato che lavoriamo in ambiente controllato, e il primo a toccare il prodotto è il consumatore finale”.

Gli attuali progetti di Planet Farms

Secondo quanto riportato su StartupItalia, grazie ai nuovi investimenti, presto potrebbero arrivare nuovi prodotti. “Il nuovo centro di ricerca e sviluppo seguirà i filoni di ricerca sui quali già lavoriamo: elementi agronomici, selezione varietale, aspetti che riguardano la luce. Ci saranno tante evoluzioni dal punto di vista dell’automazione e un forte allargamento delle famiglie di prodotti. Spazieremo dai frutti rossi fino ad ingredienti necessari all’industria. La produttività può ancora crescere in maniera importante, è un processo d’apprendimento continuo”.

Il vertical farming in un ristorante stellato

Altre novità riguardano la possibile realizzazione, in breve tempo, di tre nuovi impianti: due siti produttivi di 2 ettari (uno nel Nord Italia e uno a Londra) e un piccolo impianto dentro al ristorante stellato Da Vittorio di Brusaporto (Bergamo). Qui, i clienti potranno consumare al tavolo ciò che viene prodotto davanti ai loro occhi.


Valorizzazione di varietà dimenticate

Il sapore e la qualità dei prodotti sono caratteristiche in grado di determinare il successo quando si lancia sul mercato una novità. La possibilità di coltivare le piante in un ambiente totalmente controllato porta all’opportunità di coltivare qualsiasi varietà creando le condizioni ottimali per il suo sviluppo. In questa ottica, possono essere recuperate anche quelle varietà dimenticate a causa della gestione troppo complessa, in condizioni di pieno campo.“Non lavoriamo allo sviluppo di nuove sementi – racconta Benatoff a StartupItalia– ma facciamo la nostra selezione fra quelle già a disposizione. Ci interessano le sementi che erano usate quando il cibo era stagionale e locale. Possiamo permetterci di recuperarle perché, lavorando in ambiente controllato, non subiamo il condizionamento del clima”.

Sembra che i consumatori diano ragione alle scelte di Planet Farms: “Il consumatore percepisce che è qualcosa di diverso. L’apprezzamento per il nostro lavoro è confermato anche dal premio ricevuto da Luca Travaglini nel 2021 come Italian Tech Person dell’anno. Il pubblico che vota ci sta dicendo che è interessato all’innovazione in un settore che gli sta a cuore, l’agroalimentare”, conclude così, Daniele Benatoff, la propria intervista per StartupItalia.

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