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lunedì 28 febbraio 2022


Cia: «Crisi agricola tra caro energia e fauna selvatica»

L’agricoltura italiana si trova in mezzo ad un fuoco incrociato costituito, da una parte, dal caro energia, dall’altra l’emergenza peste suina in regioni strategiche per il Made in Italy agroalimentare. E mentre la prospettiva di dare respiro alle aziende agricole dall’aumento delle materie prime sembra lontana, inizia a far preoccupare anche la gestione irresponsabile della fauna selvatica, regolata da una legge vecchia trent’anni.

In questo contesto, il settore conta migliaia di aziende a rischio collasso a causa di costi di produzione ormai insostenibili (+40% rispetto agli anni scorsi) e con una ripresa minacciata dall’inflazione galoppante (+4,8% a gennaio, un livello che non si vedeva dal 1996) e ora anche dalle ripercussioni della crisi ucraina sugli scambi internazionali. Cia-Agricoltori Italiani adesso dice “basta!” e fa partire il countdown per il Governo.

“Le istituzioni devono prendere atto che si sta uccidendo un settore chiave per il Paese, che invece avrebbe bisogno di misure coraggiose e strutturali per detonare lo shock dei rincari, in primis quelli energetici, a danno delle imprese. E un’azione drastica serve anche su tutto il territorio nazionale, dove circolano liberamente più di 2 milioni di cinghiali, pericolo pubblico in campagna e nelle città e principale vettore di peste suina tra gli allevamenti”. Il monito di Cia è stato lanciato durante l’odierna conferenza stampa tenutasi a Roma, presso l’Hotel Nazionale di Montecitorio, dove è stata annunciata anche una grande manifestazione prevista per lunedì 28 febbraio a Rossiglione, in provincia di Genova, nel cuore della “zona rossa” della peste suina dilagata in Liguria e Piemonte.



Per Cia il problema dei rincari sta innescando un corto circuito dannoso pericoloso per l’intera attività produttiva, semine e raccolti e le eccellenze Made in Italy, rendendo impossibile il lavoro delle imprese agricole. Per colpa dei rincari, i costi medi di produzione a carico degli agricoltori sono già aumentati tra il 10% e il 20% sul grano, sul pomodoro, sull’olio extravergine d’oliva e sul vino. Un altro problema è rappresentato dalla inadeguatezza dei provvedimenti presi dal governo per il rincaro energetico: "Il conto dell’energia per le imprese è stimato in 37 miliardi di euro nel 2022 -ha ricordato il presidente nazionale di Cia, Dino Scanavino-. ? chiaro, quindi, che gli oltre 5,5 miliardi annunciati dal Governo per gli interventi sul costo dell’energia, per aziende e famiglie, non sono sufficienti ad arginare la crisi. Servono interventi per ridurre la dipendenza energetica dall’estero e per snellire il carico economico sulle aziende agricole. La fine dell’emergenza sanitaria troverà il Paese in grande difficoltà con agricoltori e cittadini a pagare le conseguenze più pesanti dei rincari”. 

Anche il recente decreto sulle misure urgenti per arrestare, nelle “zone rosse” Liguria e Piemonte, la diffusione della peste suina, ha lasciato Cia perplessa per l’eccesso di burocrazia, l’assenza di risorse adeguate e il ruolo del commissario straordinario, che ha solo potere di coordinamento e deve ancora essere nominato. Per gli Agricoltori Italiani, non si può scaricare su Regioni e Comuni il peso di un problema nazionale. Del resto, il punto dell’Organizzazione sulla questione parte dal progetto “Il Paese che Vogliamo”, con la proposta di riforma radicale della Legge 157 del 1992 sulla fauna selvatica. Una normativa ritenuta troppo datata per riuscire ad affrontare un problema ormai fuori controllo con +111% di cinghiali in circolazione, oltre 200 milioni di danni all’agricoltura e 469 incidenti, anche mortali negli ultimi quattro anni. Un’emergenza che ha bisogno di risposte puntuali, con la sostituzione del concetto di “protezione” con quello di “gestione”, con il coinvolgimento di personale specializzato e con il rafforzamento dell’autotutela degli agricoltori.  
 
In Liguria e Piemonte sono ormai 41 le carcasse di cinghiali infetti rinvenute, secondo Cia serve una campagna di controllo e riduzione del numero dei capi con figure qualificate e strumenti innovativi, oltre al rimborso rapido, senza vincoli e burocrazia, del 100% dei danni subiti dagli agricoltori per la PSA. “Sul taglio dei costi di produzione per le aziende agricole e sull’annosa questione fauna selvatica -ha concluso il presidente Cia, Scanavino- non si giocano due singole e isolate battaglie di settore, ma il futuro del Paese e la sua economia. Non si sottovaluti il problema -ha aggiunto e concluso il presidente-. Di fronte all’Europa e al Paese, il Governo si è assunto l’onere della sostenibilità che ricordiamo deve essere al contempo ambientale, economica e sociale”. 

Presenti anche le istituzioni alla conferenza stampa, tra cui il presidente della Commissione agricoltura a Montecitorio Filippo Gallinella. Unanime la condivisione dei punti sollevati da Cia, così come l’impegno a trovare soluzioni rapide. “I problemi che riguardano l’agricoltura – è stato detto a più voci- non devono avere bandiera. Siamo tutti pronti a lavorare per difendere un settore strategico che produce cibo, spinge l’economia e sostiene i territori. Il quadro attuale è allarmante e la determinante è il tempo. Ecco perché stiamo già lavorando per intervenire con un’azione specifica per il comparto agricolo contro il caro energia, portando avanti emendamenti al nuovo decreto e, contestualmente, siamo pronti a migliorare il provvedimento sull’emergenza peste suina con ulteriori risorse e strumenti di gestione della fauna selvatica”.

Fonte: Ufficio Stampa Cia-Agricoltori italiani


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