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venerdì 25 febbraio 2022


«Radicchio, meno quantità e prezzi alti»

“La campagna del radicchio non è iniziata bene quest’anno perché alcune zone hanno subito delle perdite fino al 30% a causa del clima, soprattutto in Veneto ed Emilia Romagna”. A fare il punto sulla campagna radicchio è Cristiana Furiani, titolare dell’azienda Geofur nonché presidente del consorzio di tutela del radicchio di Verona Igp.

E continua: “Il mix determinato da una minor resa dei prodotti e da costi di gestione sempre più alti, hanno fatto aumentare le quotazioni del radicchio sul mercato e oggi i prezzi sono molto più alti di anno scorso”.
Nonostante sia disponibile una quantità di prodotto inferiore rispetto ad un’annata standard, la qualità del radicchio rimane ottimale: “Essendoci meno prodotto – commenta Furiani – c’è anche meno selezione e di conseguenza si trova il radicchio meno calibrato mentre il prodotto rovinato è rimasto direttamente in campagna”.



La produzione dei radicchi continua per tutto l’anno e attualmente sono ancora in raccolta e disponibili sui mercati il radicchio tondo, quello lungo, il radicchio di Verona Igp, il radicchio tardivo ed anche il pan di zucchero.
“Al momento non c’è un prodotto più richiesto di un altro – sottolinea la titolare di Geofur – in generale il consumatore sta apprezzando di più i prodotti invernali come il radicchio rosa, il tardivo e quello di Verona Igp rispetto ai radicchi annuali come il variegato, il lungo e il tondo. Non c’è però una vera e propria corsa al consumo: le famiglie si ritrovano a fare i conti con l’aumento delle bollette energetiche e spesso escludono l’acquisto di ortofrutta per preferire altri alimenti, soprattutto ora che i radicchi hanno prezzi alti”.



Il radicchio di Verona Igp continua la sua valorizzazione tramite la realizzazione di diversi ricettari e la partecipazione a fiere e servizi televisivi. “Per esempio due settimane fa – dice Furiani – è andato in onda un servizio di Melaverde sul radicchio di Verona Igp, mentre continuiamo a partecipare anche ad eventi non propriamente del settore come abbiamo fatto recentemente a ‘Veneto a Cavallo’ “.

Nel frattempo il consorzio continua a crescere sia come numero di soci che come aumento dei volumi. “Sia i consumatori che la Gdo stanno iniziando a riconoscere il valore aggiunto di un radicchio Igp rispetto ad un radicchio semilungo sconosciuto – specifica il presidente del consorzio – e, nonostante questo momento sia abbastanza fermo, il consumo del radicchio di verona Igp sta salendo”. E aggiunge: “Ad aiutare le vendite è anche la sua pratica formula confezionata, una modalità promossa anche sui social”.



Recentemente il radicchio di Verona Igp ha apportato novità al suo packaging, inserendo un vassoio in carta (in foto). “Siamo molto soddisfatti di questa nuova confezione – conclude Furiani – nonostante servano i dovuti accorgimenti: prima di essere confezionato, il radicchio deve essere lavato e completamente asciugato”.

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