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venerdì 12 marzo 2021


Spagna, mandorle "matate" dalla vespa

Avrebbe già colpito 200mila ettari di coltivazione, il 28% del totale, provocando perdite per oltre 14 milioni di euro la "vespa della mandorla" (Eurytoma amygdali) che sta imperversando in Spagna. La denuncia arriva dall'associazione andalusa Coag, secondo cui il grosso dei danni si concentrerebbe nella regione Castilla-La Mancha, con il 40% del totale, nella Comunità Valenciana con il 26% e poi Aragona con il 18%, Murcia con il 14% e Catalogna con il 2%.

L'organizzazione stima un "rosso" di 10,6 milioni di euro per perdite dirette di produzione mentre i restanti 3,5 milioni di euro sarebbero legati all'aumento delle spese fitosanitarie necessarie per contenere i danni.



Il parassita era stato rilevato per la prima volta in Francia nel 1981, mentre il primo rilevamento in territorio spagnolo risale al luglio 2010 in Castilla-La Mancha, nella zona di Manchuela. Da allora l'espansione è stata inarrestabile: nel 2015 è arrivata in Aragona, nel 2016 nella Comunità Valenciana, nel 2018 a Murcia e nel 2019 in Catalogna.



Eurytoma amygdali, informa Coag, è una vespa nera di circa 7-8 millimetri di lunghezza. Le larve sono inizialmente bianche e diventano successivamente grigiastre. Il bruco trascorre l'estate e l'inverno all'interno del mandorlo, nutrendolo fino a quando, dopo l'impupamento, esce tra metà marzo e inizio aprile. I frutti colpiti, con la larva al loro interno, rimangono sull'albero mostrando un aspetto disidratato, grigiastro con frutti sensibilmente più piccoli di quelli "sani". Le associazioni di categoria chiedono l'intervento delle istituzioni e fondi per ripianare le perdite economiche, 

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