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mercoledì 25 novembre 2015


L'invasione degli insetti esotici. Che fare?

Continua la rassegna di insetti esotici che negli ultimi anni si stanno stanziando in tutta Italia generando preoccupazione, danni alle produzioni e difficoltà nel controllo da parte degli operatori.
Tra le new entry si annovera il coleottero Carpophilus lugubris che dopo essere stato rinvenuto per la prima volta in provincia di Padova nel 2011 si sta diffondendo gradualmente in Friuli Venezia Giulia dal 2013. Carpophilus lugubris è un coleottero appartenente alla famiglia dei nitidulidi e originario del Nord America. In Italia attacca prevalentemente frutti maturi o in sovramaturazione di fragole e lamponi (fonte: www.ersa.fvg.it).
 
Carpophiulus lugubris è solo uno dei molteplici insetti esotici che negli ultimi anni si sono stanziati in modo stabile nel nostro Paese. Il Cinipide del castagno ha trovato le condizioni ambientali ideali per instaurarsi e diffondersi creando problemi nei castagneti di tutta Italia, Aromia Bungii spaventa le drupacee in Campania mentre la Cimice Asiatica rappresenta una delle principali calamità non solo per le produzioni frutticole ma anche per le produzioni orticole. A questi si aggiunge Drosophila suzukii che nelle ultime campagne si è insediato in maniera stabile nei frutteti europei.

Problema di globalizzazione e di cambiamenti climatici? Probabilmente si. Gli scambi internazionali che avvengono quotidianamente possono essere un vettore di diffusione per gli insetti. Via mare o per via area questi possono percorrere facilmente migliaia di chilometri giungendo sul territorio nazionale dove a volte trovano le condizionali ottimali per riprodursi e proliferare senza antagonisti naturali che ne possano contenere la diffusione. Ed è in questi  casi che l'attacco può essere più problematico. Lo stesso cambiamento climatico permette a specie esotice di instaurarsi in areali produttivi fino a qualche anno fa impensabili.

Convivenza necessaria. Il controllo per molte specie esotiche risulta molto complesso, soprattutto nei primi anni di inserimento. La mancanza di principi attivi specifici utilizzabili e i tempi di aggiornamento fisiologico dei disciplinari di produzione rendono difficile l'eradicazione degli insetti alloctoni. Come riportava nel 2009 il libro "Insetti esotici e tutela ambientale" edito da Arti Grafiche Maspero Fontana, negli ultimi 40 anni sono arrivati in Italia oltre 320 specie esotiche. E dal 2009 ad oggi il computo è certamente aumentato. Detto ciò la strada della convivenza sembra l'unica praticabile nel prossimo futuro.

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