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giovedì 22 gennaio 2015


Pasticcio Imu: il Tar boccia la proroga oltre il 21 gennaio

Non c'è più tempo da perdere: il Tar del Lazio ha deciso di "bocciare" la proroga decisa dal Consiglio dei ministri in merito alla scadenza della rata Imu da pagare per i comuni montani. "Ora il governo intervenga" scrivono in una nota Sabrina Capozzolo, deputata e responsabile Agricoltura del Pd, Nicodemo Oliverio, capogruppo Pd in Commissione Agricoltura alla Camera, Enrico Borghi, capogruppo Pd in Commissione Ambiente e Marco Causi, capogruppo Pd in Commissione Finanze. "La sentenza del TAR del Lazio sull'Imu agricola di oggi (ndr, ieri per chi legge) – spiegano – dà spazio a un intervento dell'esecutivo per risolvere tale questione, sia per il 2014 che per il futuro, nei termini che sono stati illustrati nel corso dell'incontro con il sottosegretario Baretta (clicca qui per consultare la nostra notizia di ieri), ovvero il ripristino dell'esenzione ai fini del pagamento dell'Imu sui terreni agricoli montani, avendo come base di riferimento l'elenco dei comuni della cosiddetta ‘montagna legale' elaborato dall'Istat ai sensi della legge 991/1952 e quindi ripristinando la situazione originaria di totale esenzione dal pagamento dei terreni agricoli montani, ed escludendo altresì dal pagamento gli agricoltori professionali nei comuni parzialmente montani ai sensi della suddetta legge".

"Sconcerto" manifestato anche da Agrinsieme: la decisione del TAR del Lazio che non proroga la sospensione del decreto ministeriale oltre il 21 gennaio, fa rivivere i criteri altimetrici per il pagamento dell'imposta entro il prossimo 26 gennaio, di cui al decreto legge n. 66/014, creando il caos per i versamenti che evidentemente non potranno essere realizzati in un lasso di tempo così ristretto.

"Il silenzio assordante del Governo, che nel Consiglio dei ministri di ieri (ndr, martedì per chi legge) non ha preso alcuna decisione sull'argomento – commenta il Coordinamento di Cia, Confagricoltura e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari – dimostra ancora di più l'indifferenza verso le legittime aspettative delle imprese agricole, per una revisione di un tributo che è considerato dalla stessa politica e dall'ANCI iniquo e vessatorio.

Agrinsieme chiede ai responsabili politici e ai ministri competenti dell'Economia e dell'Agricoltura un intervento immediato che proroghi la scadenza del pagamento in attesa di una riconsiderazione complessiva dei criteri di esenzione per i terreni agricoli delle zone montane.

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