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martedì 15 ottobre 2013


A RIETI SI STUDIA IL PEPERONCINO: IN VISITA AI CAMPI RAPPRESENTANTI DEL MESSICO, INDIA E COLOMBIA

Nell’ottica della promozione del “capsicum” continuano le iniziative dell’Associazione Peperoncino a Rieti, volte alla promozione del prodotto, che ha da poco promosso un convegno nel Campo Catalogo Sperimentale “Centro Appenninico Carlo Jucci”. Un appuntamento per esporre gli aggiornamenti della filiera del peperoncino italiano alla presenza, oltre che dei vertici dell’Associazione Peperoncino a Rieti, di Giuseppe Castiglione e di Stefano Vaccari, rispettivamente sottosegretario e direttore generale del Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, dell’ambasciatore del Messico, del vice ambasciatore dell’India e di un rappresentante dell’ambasciata della Colombia.
Prima del convegno è stata effettuata una visita al Campo catalogo che ospita un migliaio di varietà di peperoncino e a fare da Cicerone è stato l’onorevole Guglielmo Rositani, ideatore della Fiera Campionaria che quest’anno ha visto a Rieti circa 14 mila presenze. Il Centro studi reatino è coordinato dall’Università di Perugia, rappresentata dal professor Fornaciari da Passano e svolge ricerca botanica sperimentale sul peperoncino, rappresentato da 3.500 esemplari di 800 varietà provenienti da tutto il mondo. L’associazione Peperoncino a Rieti ha attivato, grazie alla fiera “Cuore Piccante”, una rete di rapporti con il mercato internazionale ed ora con un lavoro continuo di promozione della coltivazione sta consolidando una fitta rete di rapporti con vari mercati. Le iniziative mirano a creare le basi per una ricerca scientifica che possa favorire le imprese di qualità in un mercato in crescita, che vogliono proporre ai consumatori prodotti di buon livello e tracciabilità, soprattutto rispetto ad una concorrenza proveniente da alcuni paesi che producono a costi inferiori.
La sperimentazione del Campo Catalogo dovrebbe portare ad un risultato: la definizione di una scala oggettiva per la valutazione del prodotto e cioè uno strumento scientifico che potrà favorire le imprese che hanno intenzione di investire sulla qualità, ma porterà anche visibilità al territorio e alle molte imprese che stanno nascendo grazie a giovani che vogliono investire sulla filiera del peperoncino.

Fonte: Corriere di Rieti


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