Verona punta su mela e kiwi: due nuove Igp per rilanciare la frutticoltura

Dopo Radicchio e Pesca, i produttori avviano l’iter per certificare altre due filiere storiche del territorio scaligero

Verona punta su mela e kiwi: due nuove Igp per rilanciare la frutticoltura

La strada delle Igp come leva di rilancio delle filiere ortofrutticole veronesi. Dopo il Radicchio di Verona Igp e, più recentemente, la Pesca di Verona Igp, tornata al centro dell’attenzione grazie al lavoro del nuovo Consorzio e a un rinnovato protagonismo produttivo e commerciale, il territorio scaligero punta ora su altre due eccellenze storiche: Mela e Kiwi di Verona.
Due produzioni che hanno contribuito a costruire l’identità agricola della provincia, ma che negli ultimi anni hanno dovuto fare i conti con difficoltà crescenti: perdita di redditività, concorrenza estera, fitopatie, calo degli investimenti e ricambio generazionale sempre più complesso. Da qui la scelta dei produttori di avviare il percorso per il riconoscimento dei due nuovi marchi Igp, con l’obiettivo di chiudere l’iter entro un anno.

Da Pesca e Radicchio il modello per ripartire
A guidare l’iniziativa è Leonardo Odorizzi, presidente del Consorzio Pesca di Verona Igp e delle associazioni temporanee di produttori nate per portare avanti il progetto su mela e kiwi.

Leonardo Odorizzi, presidente del Consorzio Pesca di Verona Igp

"Rappresento due associazioni temporanee di produttori che il 31 marzo hanno registrato i protocolli per avviare la domanda di riconoscimento Igp per Mela di Verona e Kiwi di Verona, con l’obiettivo di portare a compimento un percorso iniziato oltre trent’anni fa. Oggi più che mai poter contare su filiere locali, radicate e vicine al territorio rappresenta un’occasione concreta di futuro. Il progetto è partito dall’iniziativa di una cinquantina di produttori, per oltre mille ettari coinvolti: la Pesca di Verona Igp ha fatto da apripista e sta già trovando spazio in diverse catene distributive. Il marchio è la vera carta d’identità di un prodotto: senza un nome riconoscibile non si esiste sul mercato. Per questo vogliamo comunicare con forza il valore di questa operazione, che nasce da un gruppo promotore ma che auspichiamo possa essere condivisa e allargata al maggior numero possibile di aziende. Più saremo, più avremo la forza di ottenere due nuove Igp che si aggiungerebbero a Pesca e Radicchio, consentendo a Verona di contare su quattro filiere certificate. Sarebbe un risultato di grande valore anche in chiave territoriale, in una provincia che può contare su un brand riconosciuto e su oltre 20 milioni di turisti, rafforzando così il legame tra agricoltura, identità e turismo. Abbiamo lavorato anche sull’aggiornamento del disciplinare, fermo alla prima revisione del 1995, con l’obiettivo di estendere il marchio a tutti i Comuni della provincia e ad alcune aree limitrofe particolarmente vocate. La Mela di Verona, dalla Golden rugginosa alla Granny, ha una storia e una qualità che meritano di essere riconosciute dal consumatore. Siamo di fronte a qualcosa di storico, perché queste coltivazioni erano presenti già in epoca romana, mentre il kiwi ha rappresentato una filiera pionieristica per il nostro territorio a partire dagli anni '70. In questo modo possiamo garantire produzioni lungo tutto l’anno e tutelare un ecosistema produttivo che, senza strumenti di riconoscimento e valorizzazione, rischierebbe di scomparire", ha spiegato Odorizzi.

Il territorio fa squadra con i produttori
Il percorso nasce anche da un confronto diretto con le amministrazioni locali, chiamate a fare squadra con il mondo produttivo per costruire una strategia di valorizzazione condivisa.

Gianluca Fugolo, presidente della Fondazione Prodotti Agricoli di Bussolengo e Pescantina

"Abbiamo avviato un percorso partendo dal confronto diretto con i Comuni, chiedendo quali fossero le principali criticità del territorio. Da lì sono nati i primi eventi e le prime iniziative di approfondimento, ma ci siamo presto resi conto che il tema era molto più ampio. È stato anche un gruppo di agricoltori del nostro territorio a farci capire che serviva un salto di qualità. Oggi è fondamentale che le amministrazioni lavorino insieme su progetti capaci di salvaguardare i nostri produttori e, con loro, il territorio. Il legame è diretto: se l’agricoltore resta sul territorio crea occupazione, presidia l’ambiente e genera benefici concreti anche per i consumatori veronesi, veneti e italiani. Verona non è solo turismo, ma anche eccellenza agricola. In questo senso l’Igp rappresenta uno strumento importante, perché significa offrire una difesa dalla concorrenza sleale e, allo stesso tempo, garantire al consumatore tracciabilità, origine certificata e riconoscibile, qualità e salubrità del prodotto", ha rimarcato Gianluca Fugolo, presidente della Fondazione Prodotti Agricoli di Bussolengo e Pescantina.

Radici storiche e vocazione produttiva 
Sulla presenza storica di mela e kiwi nel territorio scaligero è intervenuto Enzo Gambin, direttore dell’Associazione produttori olivicoli e memoria storica dell’agricoltura veronese: "Le prime testimonianze della coltivazione della mela a Verona risalgono addirittura all’epoca romana. A partire dal XIV secolo, poi, la presenza della mela è certificata da numerose opere letterarie. La presenza del kiwi, invece, va fatta risalire alla seconda metà degli anni Settanta, nell’entroterra gardesano".

Produttori in campo: “Serve riconoscibilità” 
A sostenere il progetto sono soprattutto i produttori, intervenuti numerosi all'evento, consapevoli che la riconoscibilità possa diventare uno strumento decisivo per recuperare valore dopo anni complessi. "Ho vissuto la crisi della mela all’inizio degli anni Novanta e poi il declino dagli anni 2010 in avanti. Oggi il tema del ricambio generazionale è evidente, perché non c’è più la redditività di un tempo. Il legame con il territorio era più forte, mentre negli anni i problemi sono aumentati: dai prodotti fitosanitari alle importazioni non sempre regolate allo stesso modo. L’auspicio è che questi progetti vadano a buon fine e possano dare nuovo lustro alla frutticoltura veronese", ha evidenziato Riccardo Polato, produttore di Valeggio sul Mincio.

Stefano Lonardi, di Coofrutta

Sulla stessa linea Stefano Lonardi, di Coofrutta, che ha ricordato il ruolo assunto dal kiwi nei momenti più difficili della peschicoltura veronese: "Il kiwi ci ha dato una mano importante quando la pesca era in crisi, grazie alle sue ottime caratteristiche organolettiche, alla pezzatura e alla conservabilità favorire dal nostro territorio vocato. Poi le malattie ci hanno colpito duramente. L’auspicio è che questi progetti arrivino fino in fondo, permettendo alle aziende di tornare a produrre reddito. La Pesca di Verona Igp sta già dando i primi segnali positivi e indica una strada da seguire".

Per Gabriele Cacciatori, tra i produttori di mele più attivi del territorio scaligero, la questione centrale è la riconoscibilità sul mercato: "Oggi la Mela di Verona rischia di essere un prodotto anonimo, destinato a sparire di fronte ai grandi player del settore. Se non viene riconosciuta, viene schiacciata e rischia di scomparire. L’ottenimento dell’Igp è l’unico modo per provare a dare nuovo sviluppo al comparto. Possiamo portare a casa risultati importanti".

Desirè Faccio agricoltrice veronese

Anche Desirè Faccio ha richiamato l’esperienza positiva della Pesca di Verona Igp come modello da replicare: "Con la Pesca stiamo ottenendo ottimi risultati e su questa strada dobbiamo proseguire anche con mela e kiwi, due eccellenze del territorio veronese che non possono essere lasciate a loro stesse. È nostro compito impegnarci per dare continuità e prospettiva a questi prodotti".

Amministratori e istituzioni al fianco delle filiere
Alla conferenza stampa erano presenti numerosi amministratori locali, tra i quali Sara Moretto, delegata all’Agricoltura in Provincia e sindaco di Buttapietra, impegnata anche sul percorso per l’Igp della Fragola veronese; l’assessore alle Attività produttive di Verona Alessia Rotta; il sindaco di Bussolengo Roberto Brizzi; il sindaco di Villafranca Roberto Dall’Oca; l’assessore all’Agricoltura di Pescantina Giacomo Sandrini e i delegati all’agricoltura dei Comuni di Sona, Mirco Girelli, Sant’Ambrogio, Andrea Chiereghini, e Cerea, Lara Fadini.

La sfida, dunque, è trasformare due produzioni storiche in filiere nuovamente riconoscibili, organizzate e capaci di generare valore. Non solo un percorso tecnico di certificazione, ma un progetto di territorio che punta a tenere insieme agricoltura, identità, mercato e futuro delle aziende.

"Le associazioni dei produttori di Mela, Kiwi e Pesca Verona Igp stanno operando con grande energia per la promozione, tutela e riconoscibilità di eccellenze alimentari locali. La nuova iniziativa s’inserisce in questo filone. È importante promuovere e comunicare tracciabilità e reputazione di questi prodotti per orientare la scelta del consumatore verso l’alta qualità certificata", ha concluso in un messaggio Alberto Bozza, componente della commissione regionale Agricoltura. (lg)