Attualità
Spettacoli alla Frutta cala il tris: tre progetti per scuotere il settore
Il Fuorisalone alla vigilia di Marca 2027, assistente AI in reparto e challenge con Almacube diventano i pilastri di una nuova stagione comunicativa

Voglia di stupire? È la base. Cercare nuovi linguaggi di comunicazione dell’ortofrutta? È la sfida. Portare innovazione all’interno del reparto? È l’ambizione. A tenere insieme questi elementi è uno spirito di squadra che nasce dal confronto aperto e si rafforza anche nei momenti di convivialità: la base di un team ormai rodato, capace di sviluppare idee condivise tra aziende che operano nell’ortofrutta, pur rappresentando prodotti diversi e territori che vanno dall’estremo Nord al profondo Sud.
Il primo simposio 2026 dell’ATI SAF – Spettacoli alla Frutta, andato in scena nei giorni scorsi a Cesenatico e battezzato InsideSAF 2026 – Le onde del futuro, ha reso ancora una volta evidente lo spirito che lega questa compagine. Un appuntamento che ha permesso di fare il punto sui progetti sviluppati negli ultimi mesi e presentati alla stampa di settore.

Il Fuorisalone dell’Ortofrutta prende forma
Da questo spirito nasce una delle iniziative più ambiziose emerse durante InsideSAF 2026: presidiare Marca 2027 con un evento Fuorisalone, in programma la sera del 12 gennaio 2027, alla vigilia dell’apertura della kermesse bolognese. L’obiettivo è portare l’ortofrutta fuori dagli schemi tradizionali e dentro una dimensione più esperienziale.
A illustrarne il senso è stata Claudia Iannarella, direttore marketing del Gruppo Alegra, che ha ricordato come il progetto parta da una considerazione precisa: negli ultimi anni Marca è cresciuta e, dentro questo percorso, l’ortofrutta ha trovato una nuova casa e una nuova centralità.
“Non sarà un convegno, non sarà un congresso e non sarà una riunione”, ha spiegato Iannarella. “Sarà un evento da vivere, pensato per far portare a casa un’esperienza fatta di idee, divertimento e networking di qualità”.
Nelle intenzioni di SAF, il Fuorisalone potrebbe diventare una delle espressioni più compiute della sua cifra stilistica. Arte, spettacolo e capacità di sorprendere fanno infatti parte del Dna dell’associazione, che punta a proporsi come riferimento nella comunicazione del settore ortofrutticolo.
L’evento si terrà a Bologna e coinvolgerà Gdo, stampa, partner e, se possibile, anche il sistema fieristico bolognese. Una sorta di “evento zero”, pensato per testare un format nuovo e definirne le possibili evoluzioni.

“Questo è un gruppo che sa lanciare il cuore oltre l’ostacolo”, ha aggiunto Iannarella. “Per questo ci avvarremo anche di un partner artistico, di qualcuno che di eventi se ne intende davvero, così da rafforzare ulteriormente il nostro messaggio”.
Il nome dell’iniziativa è ancora in fase di definizione, ma la direzione è già chiara: costruire un appuntamento capace di unire contenuto, relazione ed emozione. Perché, come emerso dal simposio, stupire resta una delle ambizioni più autentiche di Spettacoli alla Frutta.
ALDO porta l’intelligenza artificiale nel reparto
Il Fuorisalone, però, non nasce come semplice contenitore. Già da InsideSAF 2026 ha iniziato ad arricchirsi di contenuti concreti, a partire dall’evoluzione di ALDO – Artificial Ludic Digital Operator, l’assistente digitale sviluppato per portare l’intelligenza artificiale direttamente nel reparto ortofrutta.
A fare il punto sono stati Ivan Agatiello, marketing e comunicazione di Op Primo Sole, e Angelica Batani, ufficio marketing di Almaverde Bio, componenti del comitato che segue l’evoluzione dell’iniziativa.
“ALDO è il primo assistente dotato di intelligenza artificiale pensato per il reparto ortofrutta”, ha spiegato Agatiello. “È un chatbot che risponde a quesiti e dubbi del consumatore, ma è anche un personaggio: doveva comunicare semplicità e accessibilità, mantenendo però tratti capaci di richiamare una competenza specifica sul settore. In sintesi, vuole essere il tuo assistente AI in ortofrutta”.

Oggi il progetto vive all’interno di totem installati nei punti vendita, pensati come porta d’accesso al chatbot. Il dispositivo può attivarsi quando rileva la presenza del consumatore, proporre video hero o domande di ingaggio e guidare poi l’utente verso ALDO attraverso un QR code da scansionare con lo smartphone. Tra le soluzioni in fase di valutazione c’è anche l’integrazione diretta del chatbot nel totem, per rendere l’interazione ancora più immediata.
Tra metà aprile e i primi giorni di maggio ALDO è stato installato in sei punti vendita appartenenti a Sì con Te/Cedi Marche, Sole365, Alì, Coop, Carrefour e Conad PAC 2000A. Una prima fase di test sul campo per capire quale modalità di interazione funzioni meglio e quali contenuti risultino più utili al consumatore.
“Siamo chiaramente in una fase work in progress”, ha aggiunto Batani. “Stiamo cercando di capire come perfezionare i contenuti da proporre al cliente, quale modalità di interazione funzioni meglio e come sviluppare progressivamente lo strumento. Dai primi dati emergono già alcune evidenze interessanti: il target principale che utilizza ALDO è composto da donne under 25, il sabato registra la frequenza più alta e le domande più ricorrenti riguardano ricette, idee per pranzo e cena, suggerimenti rapidi, prodotti di stagione, proprietà di frutta e verdura, maturazione, cocktail e idee per l’aperitivo”.
Proprio qui emerge uno dei primi punti di forza del progetto anche per le imprese: intercettare in modo diretto le domande reali dei consumatori, raccogliendo insight utili per chi produce, comunica e presidia quotidianamente il reparto.
Alla prova pratica, ALDO si configura come un chatbot specializzato in ortofrutta, già solido nelle risposte e con margini evidenti di evoluzione. Può fornire informazioni su stagionalità, caratteristiche dei prodotti, ricette, conservazione domestica, riduzione dello spreco e curiosità legate al reparto. Non è invece pensato per rispondere a domande mediche o per sostituire figure professionali sanitarie.
Il percorso proseguirà nei prossimi mesi con il test delle tre modalità di interazione, la scelta della configurazione più efficace e l’evoluzione progressiva di contenuti e funzionalità fino a fine anno. I risultati saranno presentati proprio in occasione del Fuorisalone dell’Ortofrutta, contribuendo a costruire un format sempre più ricco di contenuti.
Con Almacube, gli studenti diventano laboratorio di idee
Nella stessa direzione si inserisce il progetto sviluppato con Almacube, raccontato durante InsideSAF da Gianluca Casadio, responsabile marketing di Apofruit Italia, ed Eva Moncada di Op Moncada. Un cantiere di innovazione che porta Spettacoli alla Frutta dentro il mondo universitario, con l’obiettivo di esplorare nuovi linguaggi per rendere l’ortofrutta più vicina alle nuove generazioni.
Il punto di partenza è noto: il consumatore è sempre più attento a salute, origine, gusto e qualità, ma frutta e verdura restano spesso percepite soprattutto come prodotti “sani”, meno come esperienze coinvolgenti, desiderabili e condivisibili. La sfida è quindi superare il messaggio tradizionale del “mangia sano” e trasformarlo in qualcosa di più contemporaneo.
“Vogliamo provare a guardare il consumatore con occhi meno sovrastrutturati e più creativi”, ha spiegato Casadio, sottolineando il valore della collaborazione con Almacube, hub dell’innovazione dell’Università di Bologna e di Confindustria Emilia Area Centro.

Il progetto coinvolgerà team interdisciplinari di studenti, dall’agraria all’economia, per favorire approcci diversi e nuove chiavi di lettura. Il lavoro si svilupperà in aula con il supporto di circa otto mentori e utilizzerà il metodo del Design Thinking: ascolto dei bisogni, analisi delle barriere, sviluppo di insight e prime soluzioni progettuali.
Al centro ci saranno alcune domande chiave: come rendere l’ortofrutta una scelta desiderata e non solo necessaria? Come integrarla meglio nella quotidianità? Come trasformarla da prodotto sano a scelta sana e, al tempo stesso, “cool”?
Il progetto lavorerà su due fronti: presidiare i responsabili d’acquisto over 35, in particolare le famiglie con figli, e conquistare gli under 35 senza figli, target strategico ma più difficile da coinvolgere. Le proposte degli studenti saranno valutate da una giuria e il gruppo vincitore riceverà un premio in denaro di 2.500 euro. Tutti i componenti dei quattro team selezionati riceveranno inoltre uno zaino o una borsa porta Pc brandizzata SAF.
Anche questa iniziativa troverà sbocco nel Fuorisalone dell’Ortofrutta, dove il team vincitore presenterà il proprio progetto davanti agli stakeholder del settore. Un ulteriore tassello che rafforza l’identità di SAF come laboratorio di innovazione culturale e comunicativa per l’ortofrutta.

Dalla sala al campo, il valore della squadra
Il simposio è poi proseguito con gli interventi delle aziende che hanno organizzato la tappa romagnola di InsideSAF, a partire da Jingold, che ha raccontato il proprio modello di e-commerce, capace di registrare performance interessanti e su cui IFN tornerà nelle prossime edizioni.
Non è mancata anche una visita in campo, presso un’azienda frutticola socia di Apofruit condotta in biodinamico. Anche qui, in pieno stile SAF, non sono mancate le sorprese: tra i filari è stato organizzato uno show cooking con Erica Liverani, vincitrice di MasterChef 2016 e collaboratrice del marchio Solarelli.

A fare da cornice, i momenti di confronto informale e networking che hanno dato sostanza al senso stesso dell’iniziativa. Perché InsideSAF, più che un semplice appuntamento interno, ha confermato la forza di un gruppo che prova a mettere insieme visione, relazione e concretezza. Con un obiettivo preciso: trovare nuovi modi per raccontare l’ortofrutta e renderla sempre più protagonista.



















