Primi asparagi italiani al via: la Campania apre la stagione

Musso (Italfrutta Distribuzioni): “Qualità già a un buon livello. Calibri grandi a 7,50-9 €/kg”

Primi asparagi italiani al via: la Campania apre la stagione

“Dalla settimana scorsa sono iniziati i primi arrivi di asparago verde italiano dalla Campania, come sempre tra i primi areali a entrare in produzione: e, come accade puntualmente in questa fase iniziale, i prezzi sono sostenuti”. Così Umberto Musso, responsabile commerciale di Italfrutta Distribuzioni, realtà attiva all’Ortomercato di Milano, fotografa l’esordio di una delle referenze più tipiche del periodo a cavallo fra inverno e primavera. Secondo Musso, le quotazioni si collocano “fra 7,50 e 9 euro al chilo per i calibri più grossi, mentre l’asparagina viaggia attorno a 6,50 euro/kg, a fronte però di una qualità già importante”. Un avvio di campagna che, come spesso succede, combina dunque valori alti con una buona risposta sul piano organolettico e visivo.

Non mancano però le criticità, a partire dalla concorrenza dell’import. “C’è ancora prodotto peruviano – sottolinea Musso – che ovviamente si posiziona su prezzi decisamente più bassi, e questo ha un suo appeal su una determinata fascia di clienti”. La presenza di referenze estere, quindi, continua a incidere sulle dinamiche di acquisto e sulla segmentazione della domanda, soprattutto in una fase in cui il differenziale di prezzo può orientare parte del mercato.
A cambiare, rispetto al passato, è anche la “spinta” tipica delle primizie. “Si conferma sempre di più un effetto wow contenuto: quando di norma, appena ripartiva una nuova campagna, i clienti quasi si ‘rubavano’ il prodotto dalle mani. Evidentemente la continua presenza di prodotto anche in controstagione su alcune referenze ha fatto svanire questo effetto sorpresa, e per alcune primizie è un fattore limitante”.

Sul fronte dell’andamento complessivo, la lettura resta prudente. “Come azienda ci stiamo consolidando nel mercato di Milano, quindi le nostre performance sono guidate anche da un percorso di crescita”, evidenzia Musso, richiamando inoltre l’impatto dell’assetto organizzativo. “La nuova struttura mercatale ha rappresentato senza dubbio un passo in avanti, semplificando non poco le attività lavorative durante le contrattazioni”.
In generale, conclude, “le vendite non sono scoppiettanti: al di là dei rincari di alcuni articoli, figli delle problematiche in campagna che conosciamo, nulla di inatteso. Per questo restiamo ottimisti”.