Dalla distribuzione
Pink Lady® accelera ancora: in Italia vola tra brand, qualità e retail
La crescita della mela premium si fonda su una promessa mantenuta al consumatore e su un lavoro sempre più strutturato con le insegne

In un comparto affollato e competitivo come quello delle mele, la crescita di Pink Lady® in Italia non passa inosservata. I numeri lo confermano. Secondo le rilevazioni del Monitor Ortofrutta di Agroter, nel canale ipermercati e supermercati il prodotto confezionato Pink Lady ha registrato nel 2025 una crescita del 183% a valore e del 178% a volume rispetto al 2019. Anche il confronto più ravvicinato, quello tra 2025 e 2024, evidenzia un’accelerazione importante: +49% a valore e +54% a volume.
Dietro questa performance non c’è soltanto una fase favorevole, ma un lavoro costruito nel tempo su qualità, identità di marca e presidio del mercato. A spiegarlo sono Cédric Modica Amore, strategic marketing manager di Pink Lady Europe, e Salvo Garipoli, market manager Italia di Pink Lady® Europe, che leggono il risultato da due angolazioni complementari: da un lato la forza del brand, dall’altro la capacità di dialogare con il retail italiano.
Per Cédric Modica Amore, la crescita di Pink Lady® nasce innanzitutto dalla coerenza tra promessa e prodotto. “In Italia stiamo crescendo in modo molto marcato, sia a valore sia a volume. È un risultato che arriva da lontano e che si fonda su tre pilastri: qualità del frutto, continuità dell’esperienza di consumo e investimenti costanti sulla marca”.
Il punto centrale, spiega, resta il prodotto. “Pink Lady® ha saputo distinguersi perché offre un gusto riconoscibile, una qualità elevata e soprattutto una grande costanza. Quando il consumatore la acquista sa cosa aspettarsi. In una categoria come quella delle mele questo elemento pesa moltissimo, perché costruisce fiducia e favorisce il riacquisto”.

Secondo Modica Amore, il marchio è riuscito a intercettare una domanda sempre più chiara da parte del consumatore: quella di un’esperienza di consumo premium, ma affidabile. “Esiste una parte importante del mercato che cerca qualcosa di diverso, non solo in termini di sapore ma anche di piacere, consistenza e gratificazione. Pink Lady® cresce perché riesce a mantenere la propria promessa. È questo che consente alla marca di attrarre nuovi consumatori e, allo stesso tempo, di fidelizzare quelli che già la conoscono”.
A sostenere questa traiettoria c’è anche una politica di comunicazione molto strutturata. “Negli ultimi anni abbiamo rafforzato in maniera significativa gli investimenti in comunicazione, dalla televisione all’outdoor, fino al digitale e ai social. L’obiettivo è rendere Pink Lady® sempre più distintiva, capace di parlare non solo di prodotto ma anche di stile di vita, piacere e qualità. In Italia stiamo registrando segnali molto forti sia sul fronte della notorietà sia su quello della capacità del brand di restare nella mente del consumatore”.
Il manager sottolinea come il mercato italiano rappresenti oggi uno dei casi più interessanti in Europa. “L’Italia è uno dei Paesi in cui Pink Lady® sta performando meglio. È un risultato che arriva dopo anni di lavoro, durante i quali abbiamo selezionato i partner giusti e costruito il posizionamento con grande attenzione. Oggi vediamo una percezione della marca molto alta e indicatori di relazione con il consumatore particolarmente positivi”.

In questo quadro si inserisce anche la partnership con GCDS, brand italiano del new luxury, attraverso il progetto Apple Crush. “È un’iniziativa che si colloca perfettamente nel nostro percorso di marca. L’obiettivo è consolidare il posizionamento premium di Pink Lady® e accrescerne la desiderabilità, aprendo il dialogo con nuovi linguaggi e nuovi pubblici, ma senza perdere coerenza con la nostra identità”.
Se Modica Amore mette in evidenza il lavoro di costruzione del brand, Salvo Garipoli sposta il focus sul rapporto con le insegne e sulla capacità della marca di creare valore nel punto vendita. “La crescita di Pink Lady® in Italia è anche il frutto di un lavoro molto concreto con il retail. Non parliamo solo di promozioni, ma di una collaborazione costruita nel tempo, basata su obiettivi condivisi, misurazione dei risultati e volontà comune di far crescere la categoria”.
Garipoli sottolinea il ruolo decisivo delle attività in store. “Il presidio del punto vendita è stato fondamentale. Degustazioni, visibilità a scaffale, materiali di comunicazione e iniziative dedicate hanno contribuito a rafforzare la conoscenza del prodotto e a stimolare la prova. Il consumatore va accompagnato, e quando assaggia Pink Lady® comprende immediatamente la differenza”.

L’approccio, però, non si esaurisce nella leva promozionale. “Negli anni abbiamo costruito con le insegne piani di attivazione sempre più articolati. Se un tempo l’attenzione si concentrava soprattutto su momenti iconici come San Valentino, oggi il presidio è molto più ampio e accompagna l’intera campagna commerciale nei suoi momenti chiave. Questo ci consente di qualificare meglio l’offerta e di dare continuità al dialogo con il consumatore”.
Per Garipoli, uno dei punti di forza della marca è la capacità di presentarsi al retail con un approccio proattivo e non autoreferenziale. “Il segreto di Pink Lady® sta anche qui: ascoltare le esigenze delle insegne, costruire progetti coerenti con i loro obiettivi e misurarsi sui risultati reali. La marca deve essere uno strumento per creare valore allo scaffale, non semplicemente un segno distintivo”.
Il presidio del segmento premium, aggiunge, va letto proprio in questa prospettiva. “Essere premium non significa essere lontani dal mercato. Al contrario, significa saper parlare bene al consumatore e offrire al retailer una proposta capace di generare rotazione, valore e qualificazione dell’assortimento. È questa la chiave con cui lavoriamo”.
Le potenzialità di crescita, secondo Garipoli, restano ancora ampie. “Ci sono margini importanti di sviluppo, sia a scaffale sia in termini di penetrazione. Ma la sfida si può vincere solo in collaborazione con il retail, condividendo obiettivi comuni e costruendo un percorso win-win. La crescita più solida è quella che si consolida nel tempo e che porta benefici a tutta la filiera”.
In sintesi, la corsa di Pink Lady® in Italia sembra poggiare su un equilibrio preciso: da una parte una marca forte, capace di investire e di rendersi desiderabile; dall’altra una relazione sempre più matura con il retail, fondata su progettualità, continuità e valorizzazione dell’offerta. Ed è probabilmente proprio in questo doppio binario, tra brand e scaffale, che si spiega una delle crescite più interessanti oggi nel panorama melicolo nazionale. (lg)



















