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Peperoni in Gdo, tra continuità e cambiamento
Evolvono i formati di confezionamento; il quadrato verde scompare quasi dagli scaffali, arretra il “corno” e il prodotto spagnolo arriva a oltre un terzo degli assortimenti

La categoria “peperoni e peperoncini” è già stata analizzata da Italiafruit News attraverso rilevazioni effettuate su un campione di sei punti vendita di Parma in due momenti distinti: a marzo e a ottobre 2025 a cui si aggiunge oggi una nuova rilevazione. L’analisi evidenzia strategie differenziate tra le insegne: alcune mantengono assortimenti essenziali, altre un’offerta ampia e profonda, accompagnandola con un aumento dello spazio espositivo che, tuttavia, resta ancora leggermente sottodimensionato rispetto ad altre categorie orticole.
Nell’evoluzione del prodotto confezionato si coglie inoltre un potenziale non ancora pienamente valorizzato sul fronte della marca, tanto più rilevante in una categoria caratterizzata da un prezzo medio elevato e tendenzialmente in crescita, ma con una consistente e crescente presenza di prodotto spagnolo.

Peperoncini come categoria di servizio in alcune insegne, più segmentata in altre
Il numero di referenze di peperoncini rimane piuttosto stabile nel tempo, trattandosi di un prodotto essenzialmente di servizio, poco soggetto a una forte segmentazione e spesso gestito nel banco refrigerato, pur non essendo strettamente necessario.
Più articolata e segmentata è invece l’offerta di peperoni dolci, che nei sei negozi analizzati evidenzia una certa variabilità in termini di ampiezza assortimentale. Nel 2026 Esselunga è l’insegna con la gamma più ampia, pari a 9 referenze, sostanzialmente in linea con il 2025. Segue Coop che, pur disponendo di maggior spazio espositivo potenziale, si attesta a 7 proposte nel 2026: un dato in crescita rispetto a marzo 2025 (5 referenze), ma in calo rispetto a ottobre dello stesso anno (9). Gli altri supermercati presentano assortimenti compresi tra 4 e 5 referenze, con una certa variabilità nelle tre rilevazioni, mentre Lidl si ferma a 3, confermando un’offerta più essenziale in linea col format discount.

Peperoni dolci: quadrati gialli, rossi e misti sempre presenti, rari quelli verdi, sempre meno “corno”
Concentriamo le prossime analisi sui peperoni dolci e sulle rilevazioni di marzo 2025 e marzo 2026, così da mantenere omogeneo il periodo di osservazione.
Come origine, cresce leggermente la Spagna che da un 26% delle referenze rilevate nel 2025, passa a oltre un terzo dell’assortimento (33%), così diminuiscono leggermente Italia (la prevalente) e Marocco, che comunque era già poco presente.
Tra le tipologie rilevate, i peperoni classici quadrati rossi, gialli e misti risultano quasi sempre presenti in tutti i negozi in entrambi gli anni, spesso anche con più di una referenza. I peperoni quadrati verdi, al contrario, rappresentano ormai una presenza rara sugli scaffali. I friggitelli mostrano invece qualche segnale di maggiore diffusione, comparendo ad esempio in Famila nel 2026. Per le tipologie a “corno”, infine, la presenza già limitata nel 2025 si riduce ulteriormente nel 2026, fino a scomparire in due negozi, Pam e Famila. Come accennato, Esselunga è l’insegna che offre più varianti soprattutto per i peperoni quadrati (ad esempio, 3 referenze di rossi e 3 di gialli), ma non propone peperoni “corno” a marzo, mentre erano presenti a ottobre.

Aumenta lo spazio espositivo, ma con livelli ancora limitati rispetto ad altre orticole
A marzo, tra il 2025 e il 2026, il numero di referenze di peperoni dolci registra un lieve aumento, passando da 31 a 33. Parallelamente cresce anche lo spazio medio destinato a ciascuna referenza, soprattutto in Pam e Lidl, e in misura più contenuta anche in Esselunga e Famila, mentre in Conad si osserva un dato costante e in Coop una leggera diminuzione. Rispetto ad altre categorie orticole, tuttavia, lo spazio medio dedicato ai peperoni dolci risulta leggermente sottodimensionato. Un dato che sembra riflettere la natura prevalentemente di servizio del prodotto e con una stagionalità poco accentuata, e una logica di acquisto programmato.

Confezioni: movimenti nel vassoio in cartone, la vaschetta in plastica sostituisce il flowpack
Sul fronte delle modalità di vendita e delle principali tipologie di confezionamento, lo sfuso risulta sempre presente, seppure generalmente limitato a 2-3 referenze. Il vassoio in cartone mostra nel complesso una sostanziale stabilità tra il 2025 e il 2026, pur con alcuni movimenti significativi nelle diverse insegne: cresce in Coop, passando da 1 a 3 referenze, e in Pam e Conad, da 1 a 2; diminuisce invece sensibilmente in Esselunga, da 5 a 2, e in Famila, da 2 a 1, mentre rimane sempre assente in Lidl.
Anche le confezioni in plastica si mantengono nel complesso abbastanza stabili. Al loro interno, però, si osserva una crescita delle vaschette, in particolare in Esselunga e Conad, mentre flowpack e sacchetti tendono a ridursi quasi ovunque, fino a rimanere presenti solo in Lidl.

Marche in leggera crescita, ma ancora tanto spazio di sviluppo
La discreta presenza di prodotto confezionato (55%) non si accompagna a un altrettanto diffusa evidenza delle marche. Le referenze senza marchio chiaramente evidente (ND) rappresentano infatti ancora la quota largamente prevalente dell’assortimento, pur in calo dall’81% complessivo del 2025 al 73% del 2026. Si osserva quindi una riduzione, ma resta comunque molto ampio lo spazio potenziale di crescita per le marche. La Mdd premium o bio compare in modo sporadico e sostanzialmente costante nei due anni, con la sola eccezione di una referenza bio introdotta da Conad nel 2026. Anche i marchi dei fornitori restano poco presenti sugli scaffali rilevati, con movimenti nel tempo piuttosto limitati, solo Coop passa da 1 a 3 referenze.

Prezzi rilevati: media elevata rispetto alla verdura, picchi oltre a 8 euro al chilo
Sul fronte dei prezzi, i peperoni si confermano una categoria con un prezzo medio elevato: nel 2026 la media complessiva si colloca intorno ai 5 euro al chilo, in lieve crescita rispetto allo stesso dato del 2025. Nell’analisi proposta di seguito, i prezzi sono stati distinti per tipologia di peperone dolce, escludendo i peperoncini che avrebbero alterato la scala del grafico. Emergono così differenze abbastanza nette: i peperoni rossi e gialli presentano un prezzo medio inferiore rispetto ai misti, ma sempre nell’intorno dei 5€/kg, mentre i livelli di prezzo aumentano nel caso dei friggitelli e dei peperoni a “corno”. I valori massimi si registrano in tre casi per referenze biologiche e, nel segmento dei friggitelli, per una referenza a marchio del fornitore. Per queste ultime tipologie, così come per i misti, si raggiungono gli 8 euro al chilo.
Nel complesso, i peperoni dolci mostrano una categoria che resta di servizio, ma che sugli scaffali comincia a esprimere una maggiore complessità competitiva, tra differenziazione dell’offerta, scelte di confezionamento e progressivo innalzamento del valore medio. (lg)











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