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Patate, la Gdo cambia pelle: formati più piccoli e brand in crescita
Segui la diretta IFN domani, giovedì 26 febbraio alle ore 11.00

Il peso della categoria patate nel reparto ortofrutta richiede un’analisi approfondita delle dinamiche che influenzano i risultati economici. L’osservazione delle prestazioni in vendita nei supermercati nel corso del tempo rappresenta una fotografia essenziale per comprendere le prospettive di evoluzione del comparto. Anche quest’anno, Italiafruit News propone quindi un’analisi basata sulla rilevazione effettuata negli stessi cinque punti vendita visitati a febbraio 2025, a parità di periodo, nella piazza di Modena.
Analisi che verrà approfondita durante la Diretta IFN dedicate alle patate in programma domani, giovedì 26 febbraio alle ore 11.00 sui canali social di Italiafruit News. Al confronto parteciperanno, per la produzione, Roberto Chiesa (Direttore Commerciale Romagnoli F.lli Spa), Giacomo Accinelli (Coordinatore Consorzio Selenella) e Davide Evangelisti (Direttore Commerciale Pizzoli); per il sistema distributivo, Alberto Ancarani (Responsabile Verdure, IV e V gamma, Secco di Coop Italia) e Alfio Mancuso (Buyer Product Innovation, Coordinatore Tecnico Ortofrutta del Gruppo Arena).
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In questo primo articolo di approfondimento, emerge un quadro stabile sotto alcuni aspetti, come numeriche e rapporto tra sfuso e confezionato, ma in evoluzione per altri elementi, tra cui le promozioni, le grammature delle confezioni e la presenza delle diverse linee di prodotto e dei brand.
Nel prossimo articolo affronteremo il tema degli spazi espositivi, delle tipologie di patate proposte e dei prezzi medi rilevati.

Il numero medio di referenze di patate presenti a banco non registra variazioni significative tra il 2025 e il 2026, attestandosi complessivamente intorno alle 12 unità. A distinguersi è soprattutto Coop, che passa da 13 a 16 referenze, mentre nelle altre insegne gli scostamenti sono minimi: Conad cresce di una proposta, Eurospar e Lidl ne perdono una, ed Esselunga resta stabile con 12 referenze.
Le patate presentano generalmente una bassa pressione promozionale, trattandosi di una categoria a domanda rigida: le quantità acquistate variano poco al mutare dei prezzi, complice la loro funzione di base in numerose ricette invernali difficilmente sostituibili. Nel 2026 le promozioni rilevate sono comunque in aumento — 8 complessive sulle cinque insegne, pari al 13% — rispetto alle sole 2 del 2025, ma restano inferiori rispetto a categorie più stagionali come agrumi, angurie, uva o brassiche, dove l’incidenza delle referenze promozionate può raggiungere il 25-30%.
Sul fronte delle origini prevale nettamente il prodotto nazionale, che rappresenta circa il 90% dell’assortimento in entrambi gli anni, con una quota residuale di referenze estere, in particolare egiziane, legate soprattutto alla tipologia delle patate americane.

Il confezionato si conferma la principale modalità di vendita, mentre la quota di prodotto sfuso cresce in modo trascurabile, passando da una media del 19% nel 2025 al 21% nel 2026, con differenze contenute tra le varie insegne. Una nota riguarda proprio lo sfuso: la qualità media rilevata è risultata non eccelsa.
Dal punto di vista delle grammature, la maggior parte delle referenze si colloca sugli 1,5 kg o su pesi inferiori, mentre solo una quota minoritaria dell’assortimento propone formati più grandi, compresi tra i 2 e i 2,5 kg o superiori ai 3 kg. Coop rafforza questa fascia aumentando le opzioni “pesanti” da 2 a 4 referenze, mentre nelle altre insegne i grandi formati risultano in diminuzione.

In continuità con l’analisi avviata nel 2025, è stata confrontata la quota di referenze confezionate per fascia di grammatura con quella rilevata in un campione di punti vendita dieci anni fa, nel 2016. Il confronto evidenzia con chiarezza lo spostamento della Gdo verso le piccole grammature: le confezioni da 1,5 kg o inferiori passano infatti dal 31% del 2016 al 65% del 2025, fino a raggiungere il 71% nel 2026. Parallelamente diminuisce il peso delle confezioni da 2 kg in su, che oggi rappresentano la quota minoritaria degli assortimenti.

La scelta di proporre grammature più contenute nasce dalle ricerche di mercato sul consumatore, che tende a preferire confezioni piccole, adatte alle principali preparazioni a base di patate — bollite, al forno, in purè o fritte, come si può osservare da un’analisi del Monitor Ortofrutta di Agroter. Nonostante ciò, l’offerta reale dei distributori appare ancora distante dalle aspettative espresse in passato: già nel 2017 i consumatori dichiaravano di preferire formati compresi tra 250 g e 1 kg, mentre oggi il 75% dell’offerta è rappresentato da confezioni da 1,5 kg in su, nei negozi analizzati.
Resta quindi un margine di allineamento alle esigenze del mercato — e di conseguenza anche un potenziale di crescita — sebbene le rilevazioni condotte negli anni mostrino un progressivo cambiamento nelle proposte assortimentali.

Chiudiamo questo primo approfondimento con un’analisi comparativa e sintetica delle linee e dei brand rilevati. Il prodotto privo di marchi evidenziati — che include anche lo sfuso — registra una sensibile contrazione, passando dal 34% al 21% medio, mentre cresce in modo complementare il peso dei brand, soprattutto quelli dei fornitori. Questi ultimi salgono complessivamente dal 36% al 49% nelle diverse declinazioni (standard, bio, DOP-IGP e del territorio), arrivando a rappresentare quasi la metà delle referenze confezionate rilevate, mentre la Mdd si mantiene stabile intorno al 30%.
Entrando nel dettaglio delle performance, spicca l’incremento del marchio del fornitore standard, che passa dal 7% al 20%. Crescono, seppur più marginalmente, anche le referenze arricchite con selenio o iodio (dal 12% al 13%) e quelle bio (dal 2% al 5%). In calo invece — sia sul fronte Mdd sia su quello dei marchi del fornitore — le proposte DOP-IGP e territoriali (rispettivamente dal 17% al 13% e dal 15% all’11%), mentre la MDD standard resta stabile al 10% e quella bio avanza dal 3% al 7%.




















