Ortomercato di Milano in rivolta: grossisti sospendono la logistica centralizzata

Associazione grossisti ortofrutticoli paventa rischio aumento prezzi e fuga dei clienti

Ortomercato di Milano in rivolta: grossisti sospendono la logistica centralizzata

I grossisti operanti nel Mercato Agroalimentare di Milano, esprimono forte preoccupazione per le gravi criticità generate dall’introduzione della logistica centralizzata obbligatoria, un modello che sta producendo effetti negativi sul piano economico, occupazionale e sull’intera filiera di approvvigionamento.
Per questo i grossisti, a partire da questa mattina, non utilizzano più il sistema di logistica centralizzata, riservandosi ogni ulteriore iniziativa a tutela delle proprie imprese, dei lavoratori e dei consumatori. Questa protesta è stata recepita dalle cooperative, che non hanno contrastato l’iniziativa, e non ha influito sull’operatività dell’Ortomercato. Anche le aziende agricole che lavorano all’interno dell’Ortomercato hanno condiviso ed aderito alla protesta dei grossisti. L’imposizione di un sistema di consegna unico, gestito da pochi soggetti autorizzati e caratterizzato da tariffe elevate e non negoziabili, sta determinando un significativo aumento dei costi operativi a carico delle imprese grossiste, già fortemente colpite dagli incrementi dei canoni e dei servizi accessori. 

Questi maggiori costi non possono essere assorbiti ulteriormente dalle aziende e rischiano di tradursi in inevitabili aumenti dei prezzi per i consumatori finali, con effetti diretti sull’accessibilità dei prodotti alimentari e sulla competitività del Mercato di Milano rispetto ad altre strutture nazionali. Accanto all’impatto economico, l’obbligatorietà della logistica centralizzata creerebbe una forte criticità occupazionale: le limitazioni all’utilizzo del personale interno delle aziende per le operazioni di movimentazione e consegna delle merci potrebbero causare un esubero stimato di circa 150 lavoratori, per i quali non è stato previsto alcun piano di riassorbimento né adeguate tutele occupazionali. In assenza di correttivi immediati, il rischio concreto è quello di licenziamenti, con pesanti ricadute sociali sul territorio. Si segnalano inoltre numerose problematiche operative: insufficienza di risorse e spazi da parte degli operatori logistici autorizzati, sistemi informatici non adeguatamente funzionanti, incertezza sulle responsabilità in caso di disservizi e una gestione non graduale del cambiamento. Tutti elementi che stanno già provocando disagi anche agli acquirenti, molti dei quali stanno scegliendo di rifornirsi presso mercati alternativi. In questo scenario assolutamente insostenibile, i grossisti ribadiscono la disponibilità al confronto con SOGEMI, ma chiedono con urgenza:
- una revisione complessiva del modello logistico;
- la garanzia di libertà organizzativa e concorrenza, annullando l’obbligatorietà dell’utilizzo
della logistica centralizzata;
- la tutela dei livelli occupazionali attraverso strumenti adeguati, a partire da una clausola
sociale;
- un sistema di costi equo, trasparente e sostenibile.
Senza risposte concrete e immediate, il rischio è quello di compromettere in modo irreversibile il ruolo strategico del Mercato Agroalimentare di Milano e l’equilibrio dell’intera filiera. (aa)

Fonte: Associazione grossisti ortofrutticoli