Ortofrutta in Gdo, maggio frena sui volumi. Il valore tiene solo grazie all'aumento dei prezzi

Il reparto perde l’1,8% nei quantitativi ma cresce dell’1,6% a valore. Frutti di bosco e banane spingono la frutta, mentre zucchine e carote sostengono la verdura

Ortofrutta in Gdo, maggio frena sui volumi. Il valore tiene solo grazie all'aumento dei prezzi

Le analisi del Monitor Ortofrutta di Agroter, realizzate in collaborazione con Circana, evidenziano a maggio una frenata per le vendite di ortofrutta nella Gdo. Nel canale ipermercati e supermercati il reparto chiude infatti il mese terminante al 24 maggio 2026 con volumi in calo dell’1,8% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre il valore riesce a rimanere in territorio positivo, segnando un +1,6%.

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Una dinamica meno favorevole rispetto al mese precedente, quando il reparto aveva mostrato una sostanziale stabilità nei quantitativi. A maggio, invece, il segno meno sui volumi è evidente e conferma una maggiore difficoltà della domanda, con il valore sostenuto quasi esclusivamente dalla componente prezzo. Il prezzo medio mix dell’ortofrutta cresce infatti del 3,5%, permettendo al fatturato di restare positivo nonostante la contrazione degli acquisti.

La frutta è la componente più debole del mese: perde il 4,2% a volume e l’1,6% a valore. Il prezzo medio mix cresce del 2,7%, ma non abbastanza da compensare il calo dei quantitativi. La categoria, quindi, mostra un arretramento pieno, sia nella domanda sia nel giro d’affari.
Più solida la verdura, che si conferma il principale elemento di tenuta del reparto. I volumi aumentano leggermente (+0,4%), mentre il valore cresce del 6%. In questo caso il contributo del prezzo medio mix, in progresso del 5,5%, risulta determinante.

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La IV-V Gamma offre invece una fotografia piatta e meno brillante rispetto ad aprile: valore a -0,2% e volumi a +0,2%. Il dato più significativo riguarda però il prezzo medio mix, in calo dello 0,4%. Una dinamica che porta la categoria addirittura in deflazione e ne ridimensiona il ruolo di sostegno al reparto.

Frutta: frutti di bosco, banane e frutta esotica tengono il passo; arance, pere e meloni appesantiscono il reparto
Entrando nel dettaglio dei primi dieci prodotti frutticoli a valore, il quadro si presenta molto differenziato. Le performance migliori arrivano dai frutti di bosco, che si confermano tra le categorie più dinamiche del reparto: crescono sia a valore sia a volume (+15,9%), con un incremento particolarmente significativo del fatturato (+23,6%). È uno dei pochi casi in cui la spinta dei quantitativi si accompagna a un prezzo medio mix positivo (+6,6%).
Molto buona anche la performance del kiwi, che cresce del 10% a valore e del 14% a volume, nonostante un prezzo medio mix in leggero calo di 3,5 punti percentuali. 
Le banane mantengono un andamento positivo, con un trend a valore in crescita (+4,9%) e volumi sostanzialmente stabili (+0,6%), mentre le mele riescono a restare in terreno positivo a valore (+1,9%) pur con una leggera flessione dei quantitativi (-0,7%). Le fragole chiudono invece con un equilibrio quasi perfetto tra valore e volume, senza particolari tensioni sul prezzo medio mix.

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Sul fronte opposto pesano soprattutto arance, meloni e pere. Le arance registrano la flessione più marcata, con un arretramento a doppia cifra sia a volume (-20,7%) cifra sia a valore (-18,2%). In difficoltà anche i meloni, penalizzati da volumi in calo (-11,4%), a causa non tanto di un aumento delle quotazioni (+3,6%) ma di un andamento climatico altalenante. Le pere confermano una dinamica negativa con una perdita di oltre il 7% sia a volume che a valore, nonostante prezzi sostanzialmente stabili.

Da segnalare infine i limoni, che crescono con forza a valore pur perdendo volumi: in questo caso il risultato è spiegato quasi interamente dall’aumento del prezzo medio mix, superiore al 20%. Positiva anche la frutta esotica, che mantiene un andamento favorevole grazie a una crescita combinata di valore, volumi e prezzo medio.

Verdura: Zucchine al top, bene anche cipolle e carote. Inflazione marcata su pomodori e finocchi
Nella verdura il quadro è più favorevole, ma anche qui la lettura dei dati mostra dinamiche molto diverse tra le singole categorie. I pomodori chiudono il mese con un +10% a valore, ma a fronte di volumi in forte calo. A sostenere il fatturato è il prezzo medio mix, in aumento del 23,8%, il dato più elevato tra i prodotti analizzati e figlio delle ben note problematiche produttive in Sicilia che hanno limitato l’offerta.
Una dinamica simile riguarda i finocchi, che crescono a valore ma perdono oltre il 10% a volume. Anche in questo caso il risultato economico è sostenuto dal prezzo (+23,3%).
Tra le performance più interessanti si distinguono le zucchine, che crescono in modo significativo a valore (+15,6%) e restano leggermente positive anche a volume, nonostante una crescita a doppia cifra del prezzo medio mix (+14,8%). Bene anche le carote, con una crescita più lineare sia nei quantitativi (+4,4%) che nei prezzi (+2,9%) e quindi, nel fatturato, seguite dalle cipolle che mostrano un andamento simile seppure in minor misura.

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Le patate rappresentano invece un caso opposto: i volumi crescono (+8,1%), per effetto di un prezzo medio mix in forte calo (-9,8%) e conseguentemente il valore arretra. Una dinamica simile, seppure meno marcata, si osserva per insalate e aromi, dove l’aumento dei quantitativi non basta a sostenere il fatturato a causa della riduzione del prezzo medio.
Peperoni e asparagi mostrano invece un trend a valore positivo nonostante la contrazione dei volumi. Anche in questo caso, dunque, la crescita del fatturato è legata soprattutto alla componente inflattiva. (lg)

Ha collaborato Fabrizio Pattuelli.