Monitor
Ortofrutta, export italiano da record nel 2025: toccati i 6,7 miliardi di euro
In crescita anche le importazioni pagate a “caro prezzo”

Le esportazioni italiane di ortofrutta crescono, ma non abbastanza da tenere il passo dell’import. Il risultato? Una bilancia commerciale che resta negativa a volume, pur registrando il primato dall’export, in aumento a doppia cifra fino a 6,7 miliardi di euro. È questa, in sintesi, la fotografia che emerge dalle elaborazioni del Monitor Ortofrutta Agroter su dati Istat relativi al consuntivo dell'intero 2025.
Saldo commerciale: si riduce il deficit nei volumi, ma si assottiglia anche il surplus a valore
Nel 2025 la bilancia commerciale dell’ortofrutta italiana resta negativa per 196 mila tonnellate, anche se il deficit si riduce dell’11% rispetto all’anno precedente. Sul fronte del valore, invece, il saldo positivo si contrae del 27%, passando da 559 a 408 milioni di euro. In altre parole, l’Italia continua a importare più tonnellate di ortofrutta di quante ne esporti, ma riesce comunque a mantenere un saldo positivo a valore grazie a un export caratterizzato da prodotti di maggior valore.

Export in spolvero: +8% a volume e +11% a valore. A trainare è la frutta fresca
Nel totale 2025, le esportazioni ortofrutticole italiane raggiungono le 3,9 milioni di tonnellate, con un incremento dell’8% rispetto all’anno precedente. Ancora più marcata è la crescita a valore, che segna un +11% e porta il totale a 6,7 miliardi di euro.
Analizzando le principali macrocategorie, spicca il contributo della frutta fresca, i cui volumi esportati aumentano del 13%, accompagnati da una crescita del valore pari al 15%. Bene anche gli agrumi italiani, in aumento del 7% a volume, con quotazioni favorevoli sui mercati internazionali che spingono il valore dell’export a +13%. Più contenuta la dinamica di legumi e ortaggi, sostanzialmente stabili nei volumi (+2%) e nel valore (+1%). In controtendenza, invece, le riesportazioni di frutta tropicale, unica voce in calo sia nei quantitativi (-18%) sia nel valore (-10%). Da segnalare, infine, l’ottima performance della frutta secca italiana, che mette a segno un +24% nei volumi esportati e un +35% nel valore generato

Corre l’import: +7% a volume e +15% a valore. Pesa l’inflazione sulla frutta secca estera
Nel periodo gennaio-dicembre 2025, crescono anche le importazioni di ortofrutta: i quantitativi in entrata aumentano del 7%, mentre la spesa complessiva sale del 15%.
A incidere in modo particolare è la frutta secca estera, complice quotazioni in forte rialzo. Tra dazi e carenza produttiva di alcuni areali - come la Turchia -, l’esborso monetario aumenta del 40%, a fronte di volumi importati in crescita del 15%. Una dinamica simile si osserva anche per gli agrumi esteri: i quantitativi aumentano solo del 5%, ma la spesa cresce del 23% per effetto dei prezzi più alti. Continua inoltre il trend di crescita della frutta tropicale, con importazioni in aumento del 7% a volume, a conferma di una tendenza ormai consolidata.

Top 10 prodotti esportati: mele da record. Bene anche uva da tavola e kiwi
Nella classifica dei 10 prodotti più spediti all’estero, le mele si confermano il fiore all’occhiello dell’ortofrutta italiana: i quantitativi superano il milione di tonnellate, mentre a valore ci si avvicina a ben 1,2 miliardi di euro, entrambi in crescita a doppia cifra (+16%). Positiva anche l’annata dell’uva da tavola che si colloca in seconda posizione e cresce anch’essa del 16% a volume. Più contenuta, invece, la crescita in valore (+8%), frenata da quotazioni inferiori. Sul terzo gradino del podio troviamo invece le angurie, in aumento sia nei quantitativi spediti (+7%) che nel valore generato (+11%). Da segnalare anche il kiwi italiano all’estero che è il prodotto a registrare la migliore performance a livello di trend: +20% a volume e +26% a valore. Segnali di difficoltà, invece, per pesche e nettarine, unico prodotto frutticolo della top 10 a chiudere in calo nei volumi (-7%). La minore disponibilità di prodotto nazionale ed europeo - a partire dalla Spagna - ha tuttavia sostenuto i prezzi, determinando un incremento del valore del 20%.
Fra le orticole, solo il comparto brassiche raggiunge trend positivi nelle esportazioni del 2025, con volumi superiori dell’11% e con un valore in ridimensionamento al +7%. Peggiora invece la performance di carote, lattughe e patate, con queste ultime che registrano la flessione più marcata in termini di valore generato (-36%).

Top 10 prodotti importati: patate in prima linea, ma è boom di cipolle
Nella graduatoria dell’import del 2025, spiccano le patate che rappresentano il prodotto più acquistato all’estero, con quantitativi che si avvicinano alle 900 mila tonnellate (+8%). A fronte dell’aumento dei volumi, però, il valore cala del 10%, segnalando una sensibile riduzione delle quotazioni. Le banane occupano la seconda posizione, con una crescita moderata sia nei volumi sia nel valore, entrambi pari al +5%. Al terzo posto si collocano le cipolle, che registrano l’aumento più marcato nei quantitativi importati (+42%), mentre la spesa cresce in misura più contenuta (+21%). Da segnalare, infine, anche la progressiva crescita dell’avocado sulle tavole degli italiani: pur occupando l’ultima posizione della classifica, fa segnare quasi un +25% nei volumi importati, a fronte di un incremento della spesa limitato all’11%, grazie a prezzi relativamente più contenuti.







.jpg)











