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Non sono flop, ma segnali da leggere: i prodotti che frenano nel 2025
Iper+super alla week 52: +5,1% volumi e +6,2% valore

Il 2025 è stato un anno favorevole per l’ortofrutta nella Gdo, come avevamo scritto in chiusura d’anno (clicca qui per saperne di più) e che trova conferme anche alla luce degli ultimi dati disponibili alla week 52. Il quadro generale è positivo, ma – come spesso accade in un reparto fortemente condizionato da meteo, disponibilità e dinamiche promozionali – la crescita non è uniforme. Accanto a comparti e referenze in forte espansione, emergono infatti alcune categorie meno performanti, che non possono essere definite veri e propri “flop”, ma che mostrano segnali di debolezza su cui vale la pena riflettere come faremo in dettaglio anche nel prossimo Think Fresh (per approfondimenti clicca qui)
Reparto in salute: volumi e valori entrambi in aumento
Partiamo dal quadro generale. Alla week 52-2025, nel canale iper+super, il reparto ortofrutta segna un incremento del 5,1% a volume e del 6,2% a valore. Il dato è importante perché certifica una crescita “piena”, sia in quantità vendute sia in spesa complessiva. Dentro questa fotografia, tuttavia, la composizione cambia. La frutta cresce meno in volume rispetto alla verdura, ma molto di più a valore: +3,9% in quantità e addirittura +8,7% in fatturato, segno che qui l’euro-chilo ha avuto un ruolo determinante nel sostenere la performance. La verdura, al contrario, spinge forte sulle quantità con un +6,8% a volume, ma vede il valore salire solo del 3,7%, indicazione coerente con un contesto più deflattivo su diverse referenze orticole. In mezzo, la IV-V Gamma cresce in modo più modesto, con +1,9% a volume e +3,8% a valore, e conferma comunque un recupero in termini di fatturato superiore a quello delle quantità.

È proprio questo contesto positivo che rende interessante il secondo grafico. Lì non si cercano “capri espiatori” in un anno negativo, perché negativo non è. Si cercano invece i punti di attenzione: prodotti che, pur dentro un reparto in accelerazione, non agganciano la corsa, oppure la agganciano solo grazie ai prezzi. Ed è una distinzione cruciale, perché un valore che sale con volumi che scendono non è la stessa cosa di una crescita reale dei consumi.
Il caso più evidente è quello degli asparagi, che chiudono con un -11,1% a volume e un -10,3% a valore: una flessione entrambi i fronti, quindi non compensata da un rialzo del prezzo medio. Anche clementine e mandarini mostrano un arretramento netto, con -6,3% a volume e -5,1% a valore, segnale di una stagione più faticosa sul fronte della domanda, oltre che di una dinamica prezzo non sufficiente a sostenere il fatturato. In altre categorie, invece, l’effetto è diverso: i volumi scendono, ma il valore tiene o cresce perché l’euro-chilo sale. È il caso delle ciliegie, che perdono l’8,5% in quantità ma chiudono a +5,0% in valore, e dell’ananas, a -3,8% in volume ma +5,3% in valore. Ancora più marcata la divergenza per pesche e nettarine, a -3,0% in volume e +9,8% in valore: qui la performance complessiva è “salvata” dal prezzo medio, mentre la domanda in quantità arretra.

Dentro questo gruppo di prodotti meno performanti si inserisce anche una parte di orticole che, in realtà, non va male in termini di volumi ma evidenzia un tema opposto: si vende di più, ma si incassa meno. È il caso dei finocchi, che crescono del 6,9% in volume ma calano dello 0,4% a valore, e delle insalate, a +7,9% in volume e -0,3% in valore. In pratica, la maggiore rotazione non si traduce in maggiore fatturato, perché il prezzo medio è sceso. È una dinamica coerente con quanto racconta il primo grafico sulla verdura nel complesso: crescita sostenuta delle quantità, ma valore più riflessivo, tipico di annate in cui abbondante disponibilità e pressione competitiva riportano l’euro-chilo verso il basso.
Ci sono poi categorie che a fronte di una crescita del prezzo hanno comunque conosciuto lievi incrementi a volume: funghi e pompelmi crescono solo dello 0,6% a volume, rispettivamente con +6,0% e +7,5% a valore, mentre l’aglio avanza dell’1,1% in quantità e del 5,3% in valore.
La conclusione, quindi, non è che il 2025 abbia avuto dei flop clamorosi. Il reparto ha chiuso in crescita e lo ha fatto con una dinamica complessivamente solida. Ma proprio perché la base è positiva, occorre, nel 2026, porre la dovuta attenzione a quelle categoria meno performanti per cercare di equilibrare le performance, al netto di tutte le variabili che possono colpire da un momento all’altro il settore.

Quick Service è il servizio “espresso” del Monitor Ortofrutta di Agroter sull’analisi settimanale delle vendite di ortofrutta, per dare agli operatori il polso di un mercato di difficile interpretazione con gli strumenti classici.
Il servizio prevede:
• Trend delle vendite settimanali del Largo Consumo Confezionato (LCC) e i suoi reparti, per tutti i canali della Gdo
• Trend delle vendite settimanali e mensili del reparto ortofrutta (compreso il peso variabile)
• Overview mercati ortofrutticoli
Per maggiori informazioni sul servizio Alfonso Bendi – Research & Consulting Director Agroter alfonso@agroter.net
Ha collaborato Fabrizio Pattuelli.

















