Nel packaging ortofrutticolo il cambiamento è strutturale: il punto con ULMA Packaging

Dal confronto con operatori e produttori indicazioni chiare su un settore sempre più orientato all’efficienza

Nel packaging ortofrutticolo il cambiamento è strutturale: il punto con ULMA Packaging

A due settimane dalla chiusura di Macfrut 2026, per ULMA Packaging è tempo di tirare le somme su una partecipazione che ha confermato ancora una volta il peso strategico della fiera nel dialogo con la filiera ortofrutticola internazionale. L’edizione andata in scena al Rimini Expo Centre ha visto lo stand dell’azienda nel Padiglione B1 tra i più frequentati dell’area dedicata al confezionamento, con un flusso costante di operatori italiani ed esteri e una fitta agenda di incontri che hanno superato la dimensione della semplice presentazione di prodotto per concentrarsi su temi strutturali del settore. Più che sulle singole soluzioni, il confronto si è infatti sviluppato attorno alle direttrici che stanno ridisegnando il packaging dell’ortofrutta: sostenibilità concreta e non solo dichiarata, riduzione degli imballaggi, crescente complessità normativa e necessità per le aziende di mantenere elevati livelli di efficienza in un contesto produttivo sempre più frammentato e competitivo. In questo scenario, Macfrut si è confermata per ULMA Packaging una piattaforma di ascolto oltre che di relazione commerciale. Molti degli incontri avuti in fiera hanno evidenziato come il packaging sia ormai diventato una variabile strategica a tutti gli effetti, capace di incidere su accesso ai mercati, posizionamento a scaffale e percezione del prodotto da parte del consumatore finale.

Il filo conduttore emerso dal confronto con operatori e produttori è stato chiaro: la richiesta non riguarda più soltanto soluzioni performanti, ma sistemi in grado di integrarsi nei processi esistenti senza comprometterne la continuità, adattandosi a una crescente varietà di formati, materiali e referenze. Un equilibrio non semplice, che sta diventando uno dei principali driver di investimento nel comparto. Particolare attenzione è stata riservata al tema della sostenibilità applicata, con un interesse crescente verso soluzioni che vadano oltre la semplice riduzione della plastica e puntino invece su una reale ottimizzazione del ciclo del packaging, dalla produzione alla shelf life, fino alla riduzione dello spreco alimentare. In questo senso, il confronto di Rimini ha restituito un settore in fase di transizione, in cui le scelte tecnologiche sono sempre più legate a valutazioni di sistema e non più a singole prestazioni di macchina. Un cambio di prospettiva che sta coinvolgendo l’intera filiera.
Per ULMA Packaging, Macfrut 2026 è stata una conferma: il ruolo dell’azienda nel comparto non si misura soltanto nella capacità di innovare sul piano tecnologico, ma anche nella continuità del dialogo con i protagonisti della filiera e nella lettura delle esigenze che stanno emergendo con maggiore forza nel mercato dell’ortofrutta.