Mirtilli, la campagna romagnola parte col vento in poppa

La società agricola Spreta: «Pezzature e rese interessanti»

 Mirtilli, la campagna romagnola parte col vento in poppa

Siamo ormai a metà giugno e in Romagna inizia la raccolta dei mirtilli, una coltura che sta trovando areali sempre più fertili nel territorio. A investire da qualche anno in questa coltura è anche l’azienda agricola Spreta di Ravenna. Della campagna appena avviata ne abbiamo parlato con Lorenzo Dradi, titolare insieme al cugino Alessandro Bustacchini dell’azienda, che è al suo secondo anno di raccolta. 

“Iniziamo la raccolta vera e propria oggi (ieri per chi legge, ndr) e siamo tra i primi in zona. Dai primi stacchi la qualità della produzione per ora ci sembra molto buona, così come le rese e la pezzatura. Possiamo dire di essere stati fortunati, perché grazie alla posizione dell'azienda non ci siamo allagati durante le piogge torrenziali di metà maggio. Inoltre, le nostre piante, che interessano 3mila metri quadrati di terreno, sono coltivate in vaso e quindi non hanno sofferto del ristagno idrico”.
L’impianto al momento è contenuto perché nell’azienda, votata più al seminativo, sono solo in due persone ad occuparsene, ma nel futuro c’è la voglia di espandersi, data la richiesta per i piccoli frutti che è crescente. “Ci piacerebbe poter aumentare la produzione ma dobbiamo fare alcune considerazioni perché per ogni ettaro di produzione servirebbero 10 persone a raccogliere. Noi, per ora abbiamo fatto solo un piccolo tentativo, ma non sarebbe male allargarsi anche alla coltivazione delle more. Più problematico invece lanciarsi sui lamponi a causa della breve shelf-life”.

L’azienda Spreta è anche autonoma per quanto riguarda il confezionamento dei mirtilli, che distribuisce in vaschette da 125 grammi e da un kg, a denotare quanto i consumi si siano incrementati per questa tipologia di frutti. “Soprattutto facciamo vendita diretta, ma il prodotto viene distribuito anche in alcuni punti vendita della zona, tra cui rientra anche un’insegna della Gdo”.


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