Dal campo
Melone, la Sicilia apre la campagna: mercato incoraggiante nonostante il meteo
Piogge, umidità e difficoltà agronomiche hanno segnato l’avvio di stagione, ma i primi stacchi danno segnali positivi

La Sicilia rompe gli indugi sul melone: primi stacchi al via, mentre il territorio gioca d’anticipo anche sulla valorizzazione dell’origine. La campagna parte in un contesto climatico complesso, fra piogge, umidità elevata e difficoltà agronomiche, ma le prime indicazioni dal mercato sono incoraggianti. E accanto alla gestione dell’immediato, la filiera lavora già sulla prospettiva: innovazione varietale per anticipare ulteriormente il calendario commerciale e percorso verso l’Igp del Melone di Licata come leva strategica per rafforzare identità e posizionamento.
Prime raccolte e quadro di campagna
In questo contesto si inserisce l’avvio della raccolta per il Consorzio Mundial. A raccontare a IFN le prime indicazioni della campagna è il presidente Domenico Raneri, che descrive una partenza positiva per il prodotto precoce e guarda con fiducia alle prossime settimane, quando entrerà nel vivo anche la produzione della varietà simbolo del consorzio. “Siamo partiti da circa dieci giorni con il prodotto precoce: l’ingresso sul mercato è stato buono e le prospettive sono in miglioramento anche grazie al rialzo delle temperature. A breve entrerà inoltre in produzione il segmento di punta, il Red Falcon, varietà storica per il Consorzio”.
Sul piano dei volumi, il quadro appare in linea con le attese, con margini di crescita nel corso di aprile. Resta però il peso di un inverno e di un inizio 2026 segnati da condizioni meteo difficili, che hanno inciso in particolare sulla fase di impianto. “Le intense piogge e gli eventi climatici estremi hanno reso difficoltose le operazioni di trapianto, soprattutto nei terreni di pianura, che hanno risentito a livello radicale. D’altro canto, la ricarica degli invasi rappresenta un elemento positivo, garantendo disponibilità irrigua per il prosieguo della stagione”.
Per il Consorzio Mundial, uno degli assi strategici resta inoltre la collaborazione con BASF | Nunhems, considerata un tassello importante non soltanto sul piano varietale e commerciale, ma anche in una logica più ampia di sviluppo. “Si tratta di una partnership di lungo periodo che va oltre il prodotto: è un percorso condiviso che contribuisce al rinnovamento della nostra mission aziendale e al raggiungimento di obiettivi sempre più sfidanti e qualificanti”, sottolinea Raneri.

Il nodo meteo e la risposta tecnica della filiera
Proprio dal lato BASF | Nunhems arriva una lettura che conferma la complessità della campagna siciliana, ma anche il livello di maturità tecnica raggiunto dalla filiera. Aurelio Boncoraglio, Sales Specialist Melone Sicilia di BASF | Nunhems, mette l’accento sulle criticità agronomiche che hanno caratterizzato questi mesi, evidenziando al tempo stesso la capacità dei produttori di reggere l’urto. “Quella in corso è una campagna molto sfidante. Le difficoltà legate al meteo erano in parte prevedibili, ma quest’anno si sono presentate con particolare intensità: piogge frequenti, molte giornate poco luminose e un’elevata umidità hanno creato condizioni agronomiche complesse. In questo contesto, però, è emersa con forza la competenza dei produttori, che grazie al loro know-how sono riusciti a gestire criticità tutt’altro che semplici, mantenendo sotto controllo le problematiche fitosanitarie con grande attenzione”.

Genetica e precocità: la nuova frontiera
All’interno di questo scenario, la leva genetica si conferma decisiva anche per spingere ulteriormente in avanti il calendario commerciale del melone siciliano. È su questo terreno che BASF | Nunhems sta concentrando una parte importante del proprio lavoro di ricerca, con l’obiettivo di aprire nuove opportunità nel segmento del precocissimo. “Come BASF | Nunhems stiamo aprendo una nuova prospettiva sul mercato del melone precocissimo attraverso il lavoro di ricerca genetica. Siamo ancora in una fase iniziale, ma stiamo valutando con molta attenzione materiali che dovranno rispondere pienamente ai nostri criteri di selezione. I primi segnali, comunque, sono incoraggianti e ci sono motivi concreti di ottimismo”.

Un esempio concreto di questa direzione, spiega Boncoraglio, è rappresentato dalla varietà retata Thyra, selezione NUN 12032, capace di anticipare in modo sensibile l’inizio della campagna senza penalizzare risultati produttivi e qualitativi. “Un esempio importante arriva proprio da Thyra, trapiantata nella prima decade di dicembre e raccolta già intorno alla metà di marzo. I risultati, sia sul piano produttivo sia su quello qualitativo, sono estremamente positivi e rappresentano un passo in avanti significativo per la filiera siciliana, perché consentono di anticipare l’avvio della campagna di 20-25 giorni rispetto ai tempi normali, con un prodotto all’altezza delle aspettative del mercato”.

Melone di Licata IGP, la partita della valorizzazione
Su un piano più strategico, tanto il consorzio quanto BASF | Nunhems guardano poi al progetto dell’Igp del Melone di Licata come a un passaggio chiave per consolidare il posizionamento del territorio. L’obiettivo è quello di trasformare una vocazione produttiva riconosciuta in uno strumento stabile di differenziazione sul mercato, fondato su origine, qualità e metodo.
Per Raneri, il riconoscimento rappresenta una leva competitiva destinata a rafforzare l’intera filiera locale: “Il riconoscimento rappresenterà uno strumento strategico per produttori e distributori, valorizzando ulteriormente il posizionamento del prodotto in un mercato sempre più attento a qualità, sostenibilità e origine”. Il progetto, spiega, è già avanzato sotto il profilo tecnico e si avvia ora verso i passaggi burocratici, inevitabilmente più complessi ma determinanti per arrivare al traguardo.
Boncoraglio inquadra il percorso con realismo, sottolineando la lunghezza dell’iter. “Siamo ancora nelle fasi iniziali, ma il percorso verso l’Igp è partito. Si tratta di un iter lungo e articolato, è un processo laborioso, fatto di molti passaggi istituzionali”.
Allo stesso tempo, però, secondo il manager di BASF | Nunhems, il lavoro preparatorio già svolto consente di affrontare il percorso con basi solide e una direzione definita. “Detto questo, ci stiamo muovendo con decisione. Grazie anche al lavoro preparatorio, disponiamo già del disciplinare, della selezione varietale e di una base tecnica, storica ed economica ben definita. Questo ci consente di procedere in modo spedito e con una direzione chiara”.
La prospettiva, conclude Boncoraglio, non è solo quella di ottenere un marchio, ma di costruire attorno all’Igp un sistema credibile e rigoroso, capace di produrre valore reale lungo la filiera. “L’Igp rappresenta una tappa importante, perché significa entrare in un club esclusivo, riservato a pochi prodotti che riescono a ottenere questo riconoscimento. Naturalmente, però, il marchio da solo non basta: deve essere accompagnato da un metodo rigoroso e da un sistema capace di renderlo davvero virtuoso. Per questo stiamo lavorando in maniera avanzata anche sugli aspetti di controllo e qualità”.



















