Mele, allarme Polonia: il gelo può tagliare fino al 50% del raccolto

Il Gruppo di contatto mele e pere, riunitosi in Piemonte nei giorni scorsi, ha fatto il punto sulle criticità del comparto

Mele, allarme Polonia: il gelo può tagliare fino al 50% del raccolto

Il Gruppo di contatto per mele e pere del Comitato misto ortofrutticolo di Francia, Italia, Portogallo e Spagna si è riunito a Saluzzo, in Piemonte, per fare il punto sulla campagna in corso e sulle prospettive della prossima stagione. Un incontro che, come riportato anche dalla stampa spagnola, in particolare da Valencia Fruits, ha messo sul tavolo diversi elementi di attenzione per il comparto europeo.

Tra questi spicca la situazione della Polonia, primo produttore europeo di mele, dove le gelate primaverili rischiano di ridimensionare pesantemente il prossimo raccolto. Secondo le valutazioni circolate nel corso dell’incontro, le perdite potrebbero arrivare fino al 50% della produzione attesa, con potenziali ricadute sull’equilibrio dell’offerta europea e sull’andamento dei prezzi nella prossima campagna.

Altro tema emerso con forza riguarda la Spagna e, in particolare, il comparto pere. Pur in un quadro di scorte non particolarmente critico, a preoccupare gli operatori è soprattutto l’andamento dei consumi: negli ultimi 17 anni il consumo di pere nel mercato spagnolo avrebbe registrato una contrazione del 46%, un dato giudicato allarmante dal settore.

Il confronto ha toccato anche l’andamento della stagione 2025/2026 delle mele, caratterizzata in diversi mercati da prezzi più bassi rispetto alla campagna precedente, da una maggiore disponibilità di prodotto e da livelli di stock ancora significativi in fase avanzata di stagione. Per l’Italia, invece, la stampa spagnola segnala una stagione positiva, sostenuta anche dall’incremento dell’export e dalla buona performance delle nuove varietà.

Il cuore politico-tecnico dell’incontro resta però il dossier fitosanitario. Le delegazioni hanno evidenziato le crescenti difficoltà nel controllo di parassiti e malattie, legate alla riduzione dei principi attivi disponibili, alla lentezza delle procedure autorizzative e alla necessità di applicare in modo più efficace il principio di reciprocità nei confronti delle produzioni importate. Al centro del confronto anche la revisione del quadro normativo europeo e la proposta legata al cosiddetto Regolamento Omnibus, giudicata dal settore non adeguata alle esigenze della produzione.

Temi che richiedono un approfondimento specifico e che confermano una preoccupazione di fondo: senza strumenti di difesa efficaci, controlli omogenei e regole realmente applicabili, la competitività della frutticoltura europea rischia di essere ulteriormente indebolita. (lg)