Master Fruit: campagna meloni in avvio, qualità buona e mercato senza affollamenti

Maurizio Bartolini: “Ritardo di circa una settimana ma gli impianti sono promettenti e le prospettive buone”

Master Fruit: campagna meloni in avvio, qualità buona e mercato senza affollamenti

Parte con qualche giorno di ritardo rispetto allo scorso anno, ma con aspettative positive, la campagna del melone siciliano di Master Fruit. I primi stacchi sono cominciati alla fine della scorsa settimana, dal venerdì di Pasqua, in un contesto che secondo Maurizio Bartolini, responsabile commerciale dell’azienda di Licata, offre presupposti incoraggianti: impianti in buone condizioni, prodotto promettente e uno scenario di mercato che, almeno in questa fase iniziale, non lascia intravedere particolari affollamenti.

“Stiamo iniziando con un piccolo ritardo rispetto all’anno scorso, ma non tutti gli anni sono uguali – osserva Bartolini –. Tra gennaio e febbraio la maggiore piovosità ha rallentato il ciclo, però oggi abbiamo davanti impianti molto belli. E quando hai in mano un prodotto di qualità, soprattutto con un articolo come il melone, parti già con un presupposto fondamentale”. Il punto di partenza, dunque, è la campagna. E la campagna, sul piano agronomico, lascia spazio alla fiducia. Per Bartolini è proprio questo l’elemento da cui dipende gran parte dell’andamento commerciale delle prossime settimane: “La stagione si apre sotto le migliori prospettive. Nel melone la qualità conta più che altrove, perché è quella che ti mette nelle condizioni di affrontare il mercato con maggiore forza”.

Sul fronte produttivo, Master Fruit conferma una base ormai consolidata, con un lieve incremento dei volumi aziendali e il contributo del prodotto conferito dai soci della cooperativa. “Come azienda cresciamo ogni anno in maniera graduale – spiega – e possiamo contare su un programma importante. La nostra azienda agricola, I Tre Fattori, coltiva 160 ettari di meloni, a cui si aggiungono altri 160 ettari degli associati della Cooperativa Master Agricola, fondata nel 2014. Il nostro focus resta il melone retato della tipologia Red Falcon, con cui siamo associati al consorzio Mundial”. La specializzazione varietale resta quindi molto marcata. Tolta una quota limitata di prodotto superprecoce, attualmente in raccolta, la quasi totalità della produzione aziendale è rappresentata proprio dal Red Falcon, scelta che consente di lavorare su identità del prodotto, continuità dell’offerta e posizionamento commerciale.

Ma Bartolini allarga subito il ragionamento oltre la singola annata, richiamando le criticità strutturali di una coltura che negli anni ha perso superfici proprio per l’elevato livello di rischio. “Il melone negli ultimi 15 anni, e ancora di più negli ultimi 10, ha registrato un progressivo calo degli ettari. È una coltura costosa e delicata allo stesso tempo, con un mercato che si può caratterizzare di alti e bassi, quindi occorre essere ben strutturati per ottenere soddisfazione”.

Il rischio è alto – continua Bartolini – e questo ha portato tanti produttori a ridurre le superfici. Nel nostro areale, per esempio, si è visto un progressivo aumento dell’uva da tavola. Però la diminuzione degli ettari a melone ha anche contribuito, nel tempo, a mantenere quotazioni medie tendenzialmente sostenute”.

Per la campagna 2026, in ogni caso, le attese restano positive. Il ritardo accumulato dovrebbe tradursi in una disponibilità più contenuta nel mese di aprile, con una maggiore concentrazione dei volumi a maggio. Uno scenario che, almeno sulla carta, potrebbe favorire l’equilibrio di mercato. “Abbiamo una settimana di ritardo e quindi ad aprile la produzione sarà bassa – sottolinea Bartolini –. La maggiore concentrazione arriverà a maggio, ma al momento non si prevedono grossi affollamenti. Se il clima resta mite, i meloni si venderanno bene. Poi chiaramente il meteo resta sempre decisivo”. Anche la chiusura di campagna dovrebbe slittare leggermente in avanti. “Probabilmente finiremo poco dopo prima settiamna di giugno, ma andando un po’ più lunghi. Quegli 8-10 giorni di ritardo iniziale ce li ritroveremo nella parte finale”.

Accanto alla gestione produttiva, Master Fruit continua a lavorare su un posizionamento commerciale costruito nel tempo, anche grazie alla partnership con Alegra e Valfrutta. “Abbiamo rapporti consolidati da anni – spiega Bartolini –. Il programma produttivo non differisce molto da quello di dieci anni fa, proprio perché si basa su relazioni solide. Non facciamo avventure: il rapporto con Alegra-Valfrutta va avanti da tanto tempo e riguarda anche altri articoli, come gli ortaggi. Con i carciofi, per esempio, abbiamo chiuso proprio l’altro ieri. Ormai c’è una storia lunga alle spalle”.

Su questo impianto si inserisce anche la strategia di differenziazione, che punta a distinguere l’offerta aziendale dalla massa, soprattutto nel melone. “Cerchiamo sempre di orientarci sulla sicurezza e sull’alta gamma – rimarca Bartolini –. Lo facciamo in modo assoluto con le linee premium, ma cerchiamo di trasferire questa impostazione anche sul prodotto standard. Siamo produttori e cooperativa, quindi dobbiamo vendere e valorizzare tutto, però l’obiettivo è chiaro: distinguerci”.

In questa chiave si collocano le linee premium The Bomb, The Original e Valfrutta, strumenti con cui Master Fruit punta a rafforzare riconoscibilità, affidabilità e valore percepito in una categoria dove la qualità resta la vera discriminante. (lg)