L'uva da tavola è la nuova crema solare?

Uno studio sulla genetica dimostra l'effetto protettivo contro i raggi UV

L'uva da tavola è la nuova crema solare?

E se la protezione solare più efficace dell'estate si nascondesse nel reparto ortofrutta?
Ovviamente la crema solare resta insostituibile nella borsa per il mare, ma la scienza ha scoperto che l'uva da tavola può fare un ottimo lavoro, agendo come uno scudo naturale contro i danni del sole.

A dirlo è una recente ricerca condotta dagli esperti della Western New England University di Springfield – ripresa anche dai media di costume come DiLei – che ha scoperto come questo frutto sia in grado di agire come uno scudo naturale contro i danni del sole.
Lo studio ha monitorato un gruppo di volontari che hanno consumato l’equivalente di tre porzioni di uva fresca al giorno per due settimane, analizzando come questo frutto sia in grado di modificare l’attività genica della cute, sia tra diversi individui che nello stesso soggetto nel corso del tempo.
I risultati emersi sono sorprendenti: l’espressione dei geni cutanei è apparsa visibilmente influenzata dall’assunzione di uva, in particolare quando combinata all’esposizione ai raggi UV.

I ricercatori hanno evidenziato due effetti chiave:

  • Effetto barriera: Il consumo d’uva ha portato a un aumento della cheratinizzazione, rinforzando lo strato esterno della pelle e rendendolo più valido e resistente contro gli stimoli ambientali e le radiazioni.
  • Meno stress ossidativo: Dopo l’esposizione della pelle a basse dosi di radiazioni UV, gli scienziati hanno registrato una netta diminuzione dei livelli di malondialdeide, un noto marcatore dello stress ossidativo cellulare.

I numeri dello studio: resistenza prolungata e l'asse "intestino-pelle"
Entrando nel dettaglio dei dati clinici, la ricerca ha dimostrato che un terzo dei partecipanti ha manifestato una maggiore resistenza ai raggi UV dopo le due settimane di "cura" a base di uva. Non solo: in alcuni soggetti questo scudo protettivo è rimasto attivo anche a distanza di un mese dal termine del consumo, suggerendo un beneficio a lungo termine.
Il segreto risiede nell'asse intestino-pelle. I fitocomposti e polifenoli contenuti negli acini d'uva non agiscono solo in superficie, ma influenzano positivamente il microbiota intestinale. Da qui si attiva un segnale biologico che modula l'espressione genica della pelle, riducendo i marcatori del danno cellulare e spegnendo sul nascere i processi infiammatori scatenati dal sole.

Il nuovo trend della skincare estiva?
L’uva da tavola si avvia a diventare il nuovo prodotto di skincare di punta dell’estate? È presto per dirlo, ma la direzione tracciata dalla scienza è chiara. Per la filiera ortofrutticola si tratta di un'ottima opportunità per promuovere il consumo in ottica di benessere e prevenzione.
Il consiglio per i consumatori, quindi, è semplice: la prossima volta che preparate la borsa per il mare, oltre alla crema solare (mi raccomando, a protezione alta), ricordatevi di aggiungere un bel grappolo d'uva fresca. 

Immagine di apertura generata con l'ausilio dell'intelligenza artificiale