L’ortofrutta archivia un 2025 di successo

Volumi in netta crescita (+4,9%) nonostante l’aumento del prezzo medio mix (+1,2%)

L’ortofrutta archivia un 2025 di successo

L’analisi del Monitor Ortofrutta di Agroter, in collaborazione con Circana, evidenzia un dicembre abbastanza positivo per il reparto ortofrutta della Gdo, pur non mantenendo il ritmo dei mesi precedenti. Il comparto chiude comunque il 2025 con risultati decisamente soddisfacenti. I volumi registrano infatti una performance solida, superiore a quella — già positiva — dell’anno scorso, nonostante nei primi otto mesi si sia verificato un aumento dei prezzi medi, particolarmente accentuato durante i mesi estivi.

Nel mese di dicembre le vendite a volume del reparto ortofrutta di ipermercati e supermercati risultano in crescita (+1,4%), nonostante la flessione del prezzo medio mix abbia contenuto l’andamento a valore (+0,3%). Questo risultato è imputabile soprattutto alla verdura, che registra un incremento dei volumi (+1,5%) ma una contrazione a valore (-1,9%), a causa di un prezzo medio mix in calo di oltre tre punti. Al contrario, frutta e IV-V Gamma evidenziano un aumento dei prezzi medi e una performance a valore superiore rispetto a quella a volume.

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Il risultato solo parzialmente soddisfacente di dicembre si inserisce in un quadro annuale decisamente più positivo: il reparto chiude l’anno con un +4,9% a volume e un +6,2% a valore, segno di una netta ripresa dei consumi nonostante l’aumento dei prezzi. Un andamento che rafforza il trend già osservato nel 2024, quando, rispetto al 2023, i volumi erano cresciuti del 3,1%.

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Come nel mese di dicembre, anche sull’intero anno si registrano volumi in crescita in tutte le macrocategorie, accompagnati dalla stessa dinamica dei prezzi medi: in aumento per frutta (+4,6%) e IV-V Gamma (+1,8%) e in flessione per la verdura (-2,6%).

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Analizzando l’evoluzione del prezzo medio mix nei singoli mesi, emerge una crescita tra gennaio e agosto, con picchi del +6-7% nei mesi più caldi, seguita da una fase di stabilità a settembre e da una brusca inversione tra ottobre e novembre, con cali del 5-6%. Nel complesso, l’euro-chilo aumenta dell’1,2%, un dato fortemente influenzato da queste fasi di andamento anomalo del prezzo medio mix. (lg)