L’anno della “Rinascita Blu”, i mirtilli conquistano il mercato globale

Il settore cambia volto: qualità, segmentazione e innovazione tecnologica

L’anno della “Rinascita Blu”, i mirtilli conquistano il mercato globale

All'alba del 2026, l'industria globale dei mirtilli si trova a un bivio storico: quello che un tempo era un prodotto di nicchia è diventato una vera e propria commodity. Come evidenziato da PortalFruticola.com, l’anno appena concluso ha segnato la transizione dal semplice aumento dei volumi alla ricerca mirata di qualità e consistenza, con un’attenzione crescente alla segmentazione del mercato e al rinnovamento varietale, per offrire frutti premium capaci di sostenere prezzi più elevati.

Un cambiamento strategico riguarda la diversificazione geografica. Gli esportatori globali hanno ampliato la loro presenza in Asia e Africa per ridurre la dipendenza dai mercati tradizionali e garantire forniture continue durante tutto l’anno. Nel 2025, i mirtilli australiani sono riusciti a entrare con successo in Vietnam e il Perù ha ottenuto un accesso storico all'Indonesia. Parallelamente, l'Africa è emersa come la nuova frontiera produttiva. Mentre il Marocco continua la sua rapida ascesa, lo Zimbabwe è diventato la “rivelazione” dell'anno passato, sfruttando il suo clima unico e i protocolli recentemente firmati per inviare frutta di alta qualità in Cina con dazi zero.
Il Perù, in particolare, ha consolidato la sua leadership mondiale adottando la cosiddetta “curva appiattita”: distribuendo la produzione su un arco più lungo, ha stabilizzato i prezzi e migliorato la gestione delle forniture, costringendo anche altri Paesi a innovare per rimanere competitivi.

Proseguendo, la maturità del settore si riflette nella crescente premiumizzazione. I consumatori non si accontentano più di frutti generici: scelgono mirtilli di grande calibro, biologici o marchiati, alla ricerca di un’esperienza di consumo superiore. Parallelamente, l’industria investe in tecnologie avanzate, come la selezione ottica basata su intelligenza artificiale e la raccolta robotizzata, per garantire uniformità e qualità elevata e preservare la redditività. Guardando al futuro, il “frutteto autonomo” non è più fantascienza: il 2025 ha visto le prime implementazioni su larga scala di mietitrici robotizzate in grado di raccogliere frutta di qualità per il mercato fresco. Man mano che queste innovazioni diventano più accessibili, il futuro dell'industria dei mirtilli assomiglia sempre più a un processo di produzione high-tech. 

Grazie al rinnovamento varietale, all’espansione dei mercati e all’adozione di soluzioni tecnologiche, il settore dei mirtilli entra nel 2026 più maturo, resiliente e pronto a consolidare la propria posizione globale. 
La “Rinascita Blu” non riguarda solo volumi maggiori, ma frutti più consistenti, accessibili e di valore, aprendo la strada a un futuro in cui il mirtillo rimane protagonista sulle tavole di tutto il mondo. (lg)