La filiera ortofrutticola paga il conto del conflitto in Medio Oriente

Allarme di Fruitimprese: carburanti e noli marittimi schizzano verso l'alto

La filiera ortofrutticola paga il conto del conflitto in Medio Oriente

Gli importatori di ortofrutta fresca di Fruitimprese richiamano l’attenzione degli operatori della filiera ortofrutticola sulle rilevanti criticità che stanno emergendo in ambito logistico ed economico, a seguito del recente aggravarsi della situazione geopolitica in Medio Oriente.
Le tensioni in corso stanno determinando un incremento significativo e generalizzato dei costi, con effetti immediati lungo tutta la catena di approvvigionamento. In particolare, si registrano:

  • forti aumenti dei costi energetici e dei carburanti
  • applicazione diffusa di surcharge straordinarie nel trasporto marittimo (war risk, emergency surcharge, bunker)
  • criticità nelle rotte commerciali e allungamento dei tempi di transito
  • aumento dei costi del trasporto terrestre, anche per effetto dei meccanismi automatici di adeguamento legati al prezzo del gasolio

Tali dinamiche stanno producendo una pressione economica senza precedenti per molte imprese del settore, incidendo direttamente sulla sostenibilità delle attività di importazione e distribuzione.
Fruitimprese evidenzia come tali incrementi non siano riconducibili a dinamiche commerciali ordinarie, ma derivino da fattori esterni, straordinari e non controllabili dagli operatori.

Alla luce di questo scenario, risulta necessario che tutta la filiera prenda atto dei mutati scenari dei costi di approvvigionamento e distribuzione. Le imprese saranno pertanto chiamate a valutare, in autonomia, gli opportuni adeguamenti delle proprie condizioni commerciali, al fine di garantire la continuità operativa e la sostenibilità economica delle forniture.

Fruitimprese continuerà a monitorare l’evoluzione della situazione e a mantenere un confronto costante con gli operatori e gli stakeholder della filiera. (lg)

Fonte: Ufficio Stampa Fruitimprese