Dal campo
Fermare l’oidio prima dei sintomi: il Cile punta sulla diagnosi rapida
La tecnologia LAMP consente di rilevare Erysiphe necator direttamente in vigneto

Diagnosticare l’oidio della vite prima della comparsa dei sintomi evidenti potrebbe presto diventare più semplice e veloce. In Cile, un gruppo di ricerca dell’Università di Concepción - riporta Portalfruticola - sta infatti sviluppando un kit molecolare portatile pensato per identificare precocemente la presenza di Erysiphe necator, il fungo responsabile di una delle principali malattie della viticoltura mondiale. La soluzione, denominata DOVI (Detection of Powdery Mildew in Vines), sfrutta la tecnologia LAMP (Loop-mediated Isothermal Amplification), una tecnica di analisi genetica che consente di rilevare il patogeno direttamente in vigneto, senza la necessità di ricorrere a laboratori specializzati o a procedure diagnostiche complesse.
Il progetto, sostenuto dalla Fondazione per l’Innovazione Agricola (FIA) del Ministero dell’Agricoltura cileno, ha già raggiunto una fase avanzata di sviluppo. I ricercatori hanno infatti realizzato un prototipo funzionante e validato in laboratorio, ponendo le basi per le successive verifiche operative e per una futura introduzione sul mercato.
Uno degli aspetti chiave del lavoro ha riguardato il miglioramento dell’affidabilità della diagnosi. Per verificare la capacità del sistema di distinguere l’oidio da altri microrganismi presenti nei vigneti, il team ha creato una raccolta di funghi associati alla vite provenienti dalle regioni cilene del Biobío e di Ñuble. Questo patrimonio biologico è stato utilizzato per testare la specificità del kit e ridurre il rischio di falsi positivi.

Parallelamente è stata completata la validazione dei primer molecolari destinati al riconoscimento esclusivo di Erysiphe necator, un passaggio ritenuto essenziale per garantire precisione e affidabilità nelle analisi effettuate direttamente sul campo. L’iniziativa coinvolge il Centro di Biotecnologie, la Facoltà di Scienze Forestali e la Facoltà di Agronomia dell’Università di Concepción, in collaborazione con la startup Green Focus Solutions.
Se i prossimi passaggi di validazione confermeranno i risultati ottenuti finora, DOVI potrebbe rappresentare un nuovo strumento a disposizione dei viticoltori per monitorare tempestivamente la presenza dell’oidio e ottimizzare le strategie di difesa fitosanitaria. Un approccio che consentirebbe di intervenire con maggiore precisione, limitando perdite produttive e contribuendo a una gestione più sostenibile dei vigneti.



















