Extra Rosse e resilienza climatica: la strategia del Gruppo Barbera per l’arancia rossa

Alessandro Barbera: “Rilanciare l’arancia rossa come prodotto gourmet, sottraendola alla competizione sul prezzo"

Extra Rosse e resilienza climatica: la strategia del Gruppo Barbera per l’arancia rossa

Eventi climatici estremi, aumento degli scarti, riposizionamento premium dell’arancia rossa e investimenti in innovazione varietale e tecnologica. La campagna agrumicola siciliana si trova oggi al centro di una fase di forte complessità, tra criticità produttive e nuove strategie di valorizzazione. In questo scenario si inserisce l’esperienza del Gruppo guidato da Alessandro Barbera, Titolare e Direttore Generale, realtà che ha scelto di affrontare le sfide climatiche e di mercato puntando su ricerca clonale, scelte agronomiche mirate e una selezione tecnologica avanzata del prodotto. Con Barbera abbiamo fatto il punto sugli effetti del ciclone Harry, sulle strategie di adattamento al cambiamento climatico e sull’evoluzione del progetto “Extra Rosse”.

Angelica – Il ciclone Harry ha colpito diverse aree agrumicole siciliane: quali impatti concreti avete registrato nei vostri areali e quali criticità state affrontando, sia sul piano agronomico sia su quello logistico-commerciale?
Barbera – Il ciclone Harry ha lasciato un segno profondo sulla nostra isola. Le produzioni agricole sono state messe a dura prova e i danni alle colture rappresentano un elemento con cui dobbiamo necessariamente confrontarci per il prosieguo della stagione.
Gli agrumeti sono stati esposti a condizioni climatiche estreme e oggi registriamo problemi qualitativi rilevanti sulle arance, con un incremento dello scarto superiore al 40% per mantenere gli standard richiesti dal mercato. Questo si traduce in un aumento dei costi di produzione e in una gestione commerciale più complessa.
Per proseguire la campagna sarà necessario uno sforzo condiviso lungo tutta la filiera, dalla produzione alla distribuzione. È una situazione difficile, ma non impossibile da affrontare con responsabilità e collaborazione.

Angelica – I cambiamenti climatici stanno modificando rapidamente gli equilibri produttivi. Quali scelte agronomiche e quali investimenti vi stanno permettendo di garantire qualità e continuità in uno scenario sempre più instabile?
Barbera – La Sicilia è sempre più esposta agli effetti del cambiamento climatico: escursioni termiche anomale, precipitazioni irregolari ed eventi estremi incidono direttamente sulla gestione delle colture. Da tempo abbiamo scelto di intervenire in modo strutturale. Un esempio è la riprogettazione delle pendenze nei nostri agrumeti per favorire il corretto deflusso delle acque piovane, evitando ristagni e allagamenti dannosi per le piante.
Oggi è fondamentale adottare un approccio flessibile e orientato all’innovazione. Ricerca, sperimentazione in campo e cooperazione sono strumenti imprescindibili per mitigare gli effetti del clima e preservare la qualità produttiva.

Angelica – Il progetto “Extra Rosse” nasce per rispondere a una criticità percepita dal consumatore: la scarsa uniformità della pigmentazione interna. Quanto è stato complesso tradurre questa esigenza in un protocollo produttivo concreto e replicabile?
Barbera – “Extra Rosse” non è soltanto un marchio commerciale, ma un percorso che parte dal campo. Il primo passaggio è stato individuare cloni varietali con elevata pigmentazione interna. Dopo anni di ricerca nel nostro campo sperimentale abbiamo selezionato Moro v.c.r. (vecchio clone risanato), Tarocco rosso v.c.r., Tarocco Ippolito e Sanguinello moscato.
Parallelamente abbiamo scelto portinnesti capaci di favorire la pigmentazione anche a scapito della resa produttiva e della pezzatura. Parliamo di circa 60 kg per pianta contro gli 80 kg o più di portinnesti più diffusi: una scelta precisa, che privilegia qualità e identità del prodotto.
Determinante è anche il contesto pedoclimatico, in particolare lo “stress termico” generato dalle escursioni tra giorno e notte, che stimola la produzione di antociani responsabili della colorazione rossa della polpa.
Sul fronte tecnologico abbiamo investito in un sistema di calibrazione con video-analisi non distruttiva, in grado di scansionare ogni frutto e classificarlo in base al livello di pigmentazione interna. Questo ci consente di garantire coerenza e mantenere la promessa fatta al consumatore.

Angelica – Il test nella Gdo ha evidenziato una disponibilità del consumatore a riconoscere un premium price. Quali indicazioni avete raccolto su comportamento d’acquisto e posizionamento rispetto alle arance rosse standard?
Barbera – La sintesi è semplice: mantenere la promessa. Se proponiamo arance “Extra Rosse”, il livello qualitativo deve essere costante.
Il consumatore dimostra di riconoscere valore a un prodotto premium che si distingue per pigmentazione intensa, gusto, shelf-life e salubrità. L’obiettivo è rilanciare l’arancia rossa come prodotto gourmet, sottraendola alle logiche di pura competizione sul prezzo e posizionandola in una fascia ad alto valore aggiunto.