Dalla distribuzione
Crai accelera sull’espansione: Sud Italia, nuovi format urbani e mercati esteri
Sul piatto un piano di investimenti pari a 150 milioni di euro

Crai punta con decisione allo sviluppo esterno, ampliando la propria presenza sia in nuove aree geografiche del territorio nazionale, in particolare al Sud, sia oltre i confini italiani, come riporta italiaoggi.it. Il gruppo, guidato dall’amministratore delegato Giangiacomo Ibba, ha avviato la costituzione di nuove società per penetrare in regioni strategiche come Campania e Puglia. Parallelamente, sta sperimentando nuovi format urbani di prossimità, come Crai Go, ed entrando in modo più strutturato nel settore dei servizi con progetti come Crai Energy, in collaborazione con l’azienda svizzera Enet. Non manca l’attenzione verso il turismo esperienziale, attraverso iniziative legate a escursioni e attività locali sviluppate con partner territoriali.
Sul fronte internazionale, Crai scommette ora su Praga e Bratislava, dopo i precedenti ingressi nei mercati di Malta e Svizzera. L’obiettivo è costruire un piano di crescita ramificato, che includa anche nuovi spazi strategici come stazioni ferroviarie e aeroporti. L’intento è rispondere a bisogni quotidiani come le pause pranzo e gli acquisti dell’ultimo minuto, intercettando così una clientela oggi più legata ai bar o alla ristorazione veloce. Ibba lo aveva annunciato: dopo aver completato la riorganizzazione interna, è il momento di puntare sull’espansione. In quest’ottica, il gruppo ha messo in campo un piano di investimenti pari a 150 milioni di euro.
Crai Secom Spa, da consorzio a unica società operativa
«Vogliamo che Crai Secom Spa sia sempre più una realtà unitaria e meno un semplice consorzio, pur restando quest’ultimo parte integrante della nostra storia e identità», ha dichiarato Ibba. Attualmente, Crai Secom Spa è alla guida di cinque società, tutte partecipate dagli stessi soci di Secom. Questa, oltre a detenere il marchio e gestire il franchising, è stata ricapitalizzata e registra oggi un EBITDA in crescita, pari a 8 milioni di euro.
La nuova struttura azionaria prevede Abbi, Ama e Codé con il 25% ciascuna, mentre la storica cooperativa è scesa dal 34% al 20%, e la New Grieco detiene il restante 5%. L’unificazione aziendale permette di liberare risorse da destinare ai territori e alla filiera, adottando approcci commerciali mirati in base alle diverse esigenze locali.
Gli obiettivi restano ambiziosi: Crai punta a raggiungere entro il 2027 ricavi per 4 miliardi di euro, dopo aver chiuso il 2024 a quota 3,1 miliardi. Il 2025 dovrebbe concludersi con un fatturato compreso tra 3,4 e 3,5 miliardi, per poi arrivare a circa 3,8 miliardi nel 2026. Nei piani, il mercato estero contribuirà per circa il 3% del totale.
Nuove iniziative nel Mezzogiorno: Crai Mediterranea e il format Tuttigiorni
Nasce Crai Mediterranea, joint venture tra Abbi Group e Michele Apuzzo (ex Sole365), con l’obiettivo di portare il format Tuttigiorni in Campania. Questo modello punta sulla marca del distributore e su una politica dei prezzi stabile, senza ricorrere a promozioni lampo. Il progetto guarda anche a territori limitrofi come Basilicata e parte del Lazio, e potrebbe essere replicato in Puglia.
«Dobbiamo consolidarci nel Sud Italia», spiega Ibba. «Puntiamo sulla prossimità e ultra-prossimità per rispondere in modo rapido alle esigenze dei consumatori, anche con orari di apertura più flessibili».
Al via Crai Go: la risposta ai bisogni urbani e turistici
Crai Go è il nuovo format pensato per i centri cittadini e le aree ad alto flusso, come stazioni e aeroporti. L’obiettivo è intercettare le esigenze di acquisto rapido e di consumo immediato. Il piano prevede una decina di nuove aperture nel 2025, con l’ambizione di arrivare a 100 punti vendita in tre anni. Le prime sedi saranno a Milano (piazzale Udine, nella nuova sede Crai), Torino (piazza Castello e via Garibaldi).
Con questo formato, Crai entra in concorrenza diretta con attori come Autogrill e Chef Express, ridefinendo i confini del consumo alimentare fuori casa.
Presidiare i piccoli comuni conviene? Sì, secondo Crai
Crai Go si inserisce nel più ampio panorama dei format di prossimità, che il gruppo declina sia in chiave urbana che rurale. Secondo Ibba, «il 17% degli italiani vive in comuni con meno di 3.000 abitanti, un mercato dal valore stimato di 27 miliardi di euro». Attualmente Crai serve già 400 comuni di questo tipo con una quota del 30%, e punta ad estendere questa percentuale a livello nazionale. Il traguardo? Un giro d’affari potenziale superiore agli 8 miliardi di euro.
Energia e gas: Crai lancia Crai Energy con Enet
Con Crai Energy, il gruppo entra nel mercato dell’energia e del gas rivolto ai clienti della rete Crai. Il servizio nasce da una joint venture con l’elvetica Enet, partecipata al 50% da entrambe le realtà. Questa iniziativa è parte di una strategia per offrire servizi che favoriscano la permanenza nelle aree di origine, anche nei piccoli centri, come sottolinea lo stesso Ibba.
Il gruppo, che detiene il 2% del mercato nazionale e una quota tra il 7% e l’8% nel sistema delle super centrali d’acquisto, si muove così in uno scenario a margini ridotti, complicato dall’aumento dei costi e dal calo demografico. A differenza di altri concorrenti come Conad, Crai non punta sul business dei viaggi organizzati, ma intende valorizzare il territorio con proposte esperienziali e attività turistiche locali, come le escursioni. (bf)
Foto apertura: Giangiacomo Ibba, amministratore delegato Crai



















