Dal campo
Citrus day: la ricerca del CREA per il futuro dell’agrumicoltura italiana
Torna ad Acireale l’appuntamento con la Mostra Pomologica tra biodiversità e nuove selezioni brevettate

“La giornata di oggi (venerdì scorso per chi legge) celebra il lavoro del CREA nella ricerca agrumicola, dove tradizione e innovazione si incontrano in antiche varietà, selezioni brevettate e arance pigmentate, frutto di decenni di miglioramento genetico. Ci troviamo in una sede prestigiosa, simbolo storico della ricerca italiana: qui, da oltre 150 anni, nascono e si diffondono nuove varietà e vengono sviluppate innovazioni lungo tutta la filiera, consolidando il CREA come punto di riferimento scientifico e tecnico. Ogni pianta, ogni studio e ogni tecnologia applicata hanno l’obiettivo di incrementare qualità, sostenibilità e competitività, dimostrando che il futuro dell’agrumicoltura si costruisce con la scienza, l’innovazione e la collaborazione tra ricerca e mondo produttivo” così Maria Chiara Zaganelli, Direttore Generale del CREA in occasione Citrus Day, il consueto appuntamento annuale - tanto atteso dagli stakeholders, per fare il punto sul settore - organizzato per venerdì 20 febbraio dal CREA Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura, presso la sua sede di Acireale, cuore della ricerca agrumicola italiana da oltre 150 anni.
Immancabile la Mostra Pomologica che svela una delle collezioni agrumicole più ricche del Mediterraneo, custodita presso le aziende sperimentali del CREA, facendo toccare con mano e assaporare il valore della biodiversità e la forza dell’innovazione applicata al comparto agrumicolo italiano. Antiche varietà recuperate, nuove selezioni già brevettate e materiali in corso di brevettazione testimoniano un lavoro continuo di miglioramento genetico, che unisce tradizione e ricerca avanzata. Dal 1993 il CREA, infatti, svolge un ruolo cardine all’interno del Sistema di certificazione volontaria degli agrumi, con oltre 170 piante madri appartenenti a più di 80 varietà, mantenute in isolamento e sottoposte a costante monitoraggio per garantire ai vivaisti materiale di propagazione con elevati standard sanitari, sotto la supervisione dei Servizi fitosanitari regionali e con distribuzione tramite bandi pubblici, assicurando qualità, tracciabilità e sicurezza lungo l’intera filiera. Tra le eccellenze esposte spiccano le arance pigmentate, le più apprezzate dal mercato, come il Tarocco TDV, riferimento per la precocità, o il Tarocco Lempso, noto per l’intensa colorazione, o ancora il Tarocco Ippolito, con nuove selezioni nucellari e diversi cloni a maturazione tardiva che consentono di ampliare il calendario produttivo e rafforzare la competitività delle aziende.
A completare l’iniziativa il convegno “Citrus Young – La parola ai giovani”, momento di confronto tra imprenditori agricoli, vivaisti, operatori della trasformazione e della commercializzazione, pensato per favorire il ricambio generazionale e costruire strategie condivise per il rilancio del settore. Dalle nuove varietà industriali ai portinnesti disponibili, dall’estensione del calendario di commercializzazione di arance, limoni e mandarini alle opportunità offerte dal materiale certificato e dai nuovi prodotti, il dialogo tra ricerca e filiera ha già avviato un percorso concreto di rinnovamento che ha portato all’introduzione in certificazione di varietà di interesse strategico, con un’attenzione particolare all’evoluzione varietale, alle biotecnologie, alla qualità e alla sostenibilità.
Con oltre 1,8 miliardi di euro di valore, circa 3,2 milioni di tonnellate di produzione, 150.000 ettari coltivati e più di 49.000 aziende agricole, l’agrumicoltura rappresenta un pilastro dell’agroalimentare italiano e colloca il Paese tra i principali produttori europei; un patrimonio fatto di arance, limoni, mandarini, clementine, pompelmi e bergamotti che esprime qualità organolettica, forte legame con i territori e piena coerenza con i principi della dieta mediterranea. In questo scenario il CREA accompagna da oltre un secolo e mezzo lo sviluppo scientifico e tecnologico del comparto, investendo in miglioramento genetico, innovazioni di processo e di prodotto, difesa delle piante, sostenibilità, qualità e tracciabilità, e adottando tecniche all’avanguardia come le TEA (Tecnologie di Evoluzione Assistita) per tutelare la tipicità delle produzioni locali, rispondere alle nuove esigenze dei consumatori e affrontare le sfide climatiche, migliorando al contempo la qualità dei frutti e la competitività del sistema agrumicolo nazionale. (lg)
Fonte: Ufficio Stampa CREA




















